Presentazione

Nasce Apeiron, Scuola di Alta Formazione in Salute Globale.
Dal principio illimitato, indeterminato da cui tutto secondo Anassimandro deriva, Scuola per formare medici e terapeuti, Testimoni e Attori di questo cambiamento per un ritorno all’identità umana più pura. Emozioni, piante, cibo, acqua, luce, suono gli ingredienti di una terapia dell’unicità che, celebrando la biodiversità, scopre l’Unum che anima ogni essere e ne costituisce il codice di esistenza.

Siamo figli delle stelle di spirito. Come in una foresta, dove gli esseri viventi muoiono ogni giorno senza lasciare traccia ed il mondo vive nutrendosene, tutte le nostre molecole sono appartenute ad altri esseri viventi ed ancor prima a polvere di stelle, scomparse da milioni di anni. Ma la società si concentra assai più sulla materia che non sullo spirito.
Esiste una logica dell’esteriore, di ciò che appare al di fuori di noi, macroscopico e soggetto alla gravità. Ed esiste una logica dell’interiore, di quel che è ovunque, dentro di noi, come al profondo delle stelle e di ogni “cosa”. La logica dell’interiore ha dimensione vibratoria.È qui è là, prima, adesso e dopo: è la legge che governa i sogni, la memoria, il desiderio, l’amore.
La Vita è più quantica di quel che pensiamo.

Viviamo l’epoca della riunificazione dei saperi scientifici ed umanistici, fisici e metafisici, al servizio della Vita. È questo ponte interdisciplinare a ricondurci ad un Umanesimo nuovo o rinnovato, il solo che sembra avere le chances di trarre in salvo il nostro mondo.

Crediamo, dobbiamo, vogliamo essere come quei pontieri che costruivano passaggi sui corsi d’acqua, e creare comunicazioni efficacitra biologia, psicologia, fisica, chimica e filosofia, di cui siamo figli. Avanguardia di un paradigma che riassume e persino supera la medicina personalizzata delle quattro P (predittiva, preventiva, partecipativa e appunto personalizzata), reintroducendo nella dimensione soggettiva della cura le emozioni, il cuore, i “meccanismi che sottendono i meccanismi”.

Dinamiche delle forze fisiche deboli, regolate da leggi quantistiche che danno origine alla Vita, quella Vita che la biochimica non ci ha mai spiegato.
Crollato il senso di onnipotenza del nuovo illuminismo, viviamo la crisi della inefficacia, impotenza inadeguatezza di fronte a patologie croniche, degenerative: cancro, demenza, Parkinson, Alzheimer. Sono esplose malattie autoimmuni e psichiatriche, quasi fuga, rifiuto al Vivere. Siamo disarmati di fronte alle emergenze infettive che con significativa probabilitàtorneranno ad essere la prima causa di morte: antibiotico resistenza per i ricchi, inaccessibilità alle cure e fame per i poveri. Uguali nel morire, il mondo, diviso in due. Abbiamo il sapere della tecnica, ma a tutto questo non ha dato sufficienterisposta.
Crisi nel mondo, crisi del mondo non solo economica, ma di senso, per l’intera umanità.
Umanità alla ricerca di vie per la spiritualità, del rimedio naturale: milioni di persone divengono consumatori dell’industria della crescita interiore come dell’integratore a presunta base vegetale. Milioni (sempre più giovani), scelgono l’altra via: delle sostanze stupefacenti, quasi sempre di sintesi, a basso costo, reperibili sul web, che sfugge ai controlli tossicologici e alla rubricazione nella lista delle sostanze illegali. La parola “complementare “alternativa alberga in tante definizioni oggi diffuse e porta etimologicamente in sé l’idea di riempire un vuoto.
Umanesimo non è una visione “altra”, ma tiene insieme i diversi punti e prova a spiegarli. Se il sapere tecnologico capta il novum, l’umanesimo conosce il notum, guarda avanti e indietro, la Vita, come bios “esistenza individuale”. Abita il tempo, interpreta la complessità.

Questa visione conduce dal puro sapere tecnologico, che celebra i suoi trionfi incurante di telos e dia-logos, all’assunzione della responsabilità di dire quello che pensiamo, professori (profiteri) perlomeno di quelle verità che ci appaiono tali e degne di questo nome. Questo umanesimo si rivolge allora a medici “rinascimentali”, nel senso più profondo del rinascere all’umano, ai quali la società chiede responsabilità pubblica.

Di fronte a questo vuoto, esistenziale, culturale e quindi anche patogeno, cosa può fare il medico, cosa può conoscere? Soprattutto chi è?
La sua mano, la sua mente, il suo cuore come possono essere al Servizio dell’Altro, della sua sofferenza, rispettando la radice, sacra e trasversale a tutte le medicine del mondo, che vuole il medico, non solo tecnico, ma soprattutto umano. Questa criticità è la migliore opportunità di trasformazione possibile.
La globalizzazione della sanità globale, della salute del mondo, della migrazione dei popoli complice anche il web, porta con sé la chimera di una integrazione che finora è apparsa una mescolanza di tecniche ed approcci, un mélange incolore e confuso ma, senza una sinergia di interventi specifici. Forse dalle medicine tradizionali del mondo, dalla loro cosmogonia, dalla loro visione della malattia possiamo trarre strumenti preziosi per questo mutamento di paradigma (WHO Report del 2014-2022).
Il rapporto con la natura e con l’anima del medico e del malato, tipica della medicina tradizionale, viene sostanziato, in un ritorno al futuro, dalla fisica moderna. Etnomedicina, etnofarmacologia, neuroscienze affettive e fisica quantistica si intrecciano, intimamente collegate, alla radice dei misteri delle relazioni tra naturale e sovrannaturale, visibile e invisibile, conscio, inconscio e super conscio, tra tecnologia e sciamanesimo, tra particella e onda, tra emozione e cellula.
Abbiamo immaginato un percorso che si snodi tra queste discipline, non integrato ma sincretico che, come nell’Impero Romano, conserva l’unicità, l’individualità di ogni approccio, nell’unicità del suo intervento con l’unicità del suo Malato: individui unici che la Vita ha fatto incontrare nel ruolo che, sul palcoscenico della Vita, può cambiare ogni giorno.

 

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