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Abbazia di Sant'Antonio di Ranverso

Le Piante della Luce

 

Mercoledì 8 maggio ore 18
Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso

Nella Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso
un momento in cui i tempi si incontrano in un’unica dimensione.

Il passato: ricordo di Oscar,
il presente: questa primavera,
il futuro che già esiste nei nostri sogni, speranze, idee.

Nella circolarità del tempo, la Luce che continua a brillare dal momento del Big Bang,
li unisce ci unisce.

Ore 18 Messa in ricordo di Oscar
Ore 19 Presentazione del libro “Le Piante della Luce” del Prof. Maurizio Grandi
A seguire sarà offerto un buffet dall’Associazione “Gli Amici di Oscar”

 Saranno disponibili copie del libro “Le Piante della Luce”

 Sperando di averVi con noi

Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso
Strada di Sant’Antonio di Ranverso 6, Buttigliera Alta (To)

Le cellule leucemiche sfuggono all’immunità

Le cellule della leucemia mieloide acuta riescono a sfuggire al sistema immunitario riducendo l’espressione delle molecole HLA sulla superficie, silenziando i loro geni e nascondendosi al ‘pattugliamento’ dei linfociti. Aumentano la presenza di alcuni recettori immunosoppressori che segnalano ai linfociti di frenare la loro attività fino a inattivare la risposta immunitaria.
Le cellule mutano nel Dna, che cambia alcune molecole presenti sulla loro superficie e le rende simili alle cellule del sistema immunitario trapiantato.
Nel caso in cui le molecole di riconoscimento HLA vengono espresse troppo poco, si può alzare il livello di interferone, una molecola che promuove l’espressione di queste molecole. Quando l’attività dei linfociti T è stata spenta dal tumore, si possono somministrare gli inibitori dei checkpoint immunitari, farmaci che sbloccano i freni dei linfociti T e attivano nuovamente la risposta immune.

Luca Vago, Chiara Bonini e Fabio Ciceri, Nature Medicine e Nature Communications

Incontro “L’alleanza terapeutica” 6giugno2019

AlleanzaTerapeuticaRoma2019

 

Giovedì 6 giugno ore 19
Centro Il Fiume in via Dei Dalmati 37,Roma

“L’ALLEANZA TERAPEUTICA: percorsi di cura tra natura e scienza”
incontro-conferenza con il dott. MAURIZIO GRANDI

MAURIZIO GRANDI
Docente universitario in Italia e all’estero, Oncologo Clinico, ImmunoEmatologo, Bioetico, Etnofarmacologo, responsabile di gruppi di ricerca sulla Biofisica ed Etnofarmacologia e Direttore Sanitario e Scientifico de La Torre Poliambulatorio, Scuola di Formazione in convenzione con le Università.
Il suo approccio pone la relazione tra medico e paziente come polo essenziale nella cura e nel processo di guarigione. Un medico che riconosce la sacralità del suo ruolo, per quanto riguarda il lato tecnico-scientifico e quello umano. Quella di Maurizio Grandi è una ricerca senza confini, libera da pregiudizi, che trova nella risonanza e comunicazione tra discipline convenzionali e non convenzionali l’occasione dell’alleanza terapeutica.

Il CENTRO IL FIUME
propone da anni percorsi per la salute come ricerca di una condizione di riequilibrio psico-fisico, di una ritrovata armonia nelle relazioni con gli altri e con l’ambiente, di uno stato ideale in cui sviluppare il proprio rapporto con la bellezza e la spiritualità.
Considerando la salute come un Bene comune, da coltivare per se stessi e da condividere con gli altri, abbiamo provato sempre a mantenerci non dogmatici, inclusivi e aperti alle contaminazioni fra saperi e approcci diversi, tra discipline convenzionali e non convenzionali.

L’incontro-conferenza
l’ingresso è gratuito: è gradita la prenotazione!
I partecipanti, se lo desiderano, potranno fare una libera donazione alla fondazione ARTABAN che gestisce piccole realtà ospedaliere e agricole in Congo, Burkina e Nicaragua.

Informazioni e prenotazioni info@ilfiume.org – 064451244

La Salute e la sua cura, incontro con Maurizio Grandi

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Il mondo della medicina e dei farmaci

Il seminario delle Vacances de l’Esprit avrà inizio sabato 6 luglio alle 21 e prevede due incontri al giorno: dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.00.
L’intendimento di salute e di cura sono mutati nei secoli e possono essere considerati uno specchio del modo in cui l’uomo viene inteso, nella sua complessità e nel suo rapporto con il mondo. Entrano in gioco nuove definizioni di natura, di tecnica, di intervento medico.
Cosa significa essere in salute o essere malati, oggi?
Come districarsi nel complesso dibattito su medicina moderna, tradizionale e alternativa? Quali sono le implicazioni quando le big pharma diventano uniche protagoniste della ricerca? Emergenti e diffuse patologie immunitarie e ambientali, cancro, l’effettiva efficacia delle cure, le ultime ricerche e l’alleanza terapeutica, per vivere meglio le terapie anti-cancro.
In una prospettiva nazionale e globale, si affronterà il tema della medicina personalizzata e di come questa potrà integrarsi con la prospettiva epidemiologica, di quale sia la reale portata ed efficacia delle ricerche condotte dalle big pharma e di come, troppo spesso e sempre più chiaramente, la salute sia considerata solo come un costo e non come un diritto.
E’ancora impressionante il numero di coloro che muoiono per mancanza di accesso a cure basilari, l’aumento della spesa pro-capite dei sistemi sanitari nazionali non sempre assicura una più lunga aspettativa di vita e il patrimonio dal valore inestimabile a cui la ricerca medica da sempre attinge, la biodiversità, viene distrutta inesorabilmente assieme alle culture botaniche e di cura millenarie e tradizionali.
Occorre un nuovo modo di comunicare la scienza e del rapporto fra medico e malato partendo dell’etica del morire, superando la dicotomia fra “disponibilità” e “indisponibilità” della Vita.

helichrysum

Primavera: le allergie

L’asma è la malattia del XXI secolo.
Il numero crescente di persone che ne soffre (235 /300 milioni, nel 2015) ha determinato, secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, 383.00 morti nel 2015, in crescita esponenziale. In Europa 30 milioni di malati.
L’incremento, più evidente nei paesi industrializzati, è plurifattoriale:
l’inquinamento ambientale, i fattori genetici, le infezioni opportunistiche.
I farmaci utilizzati per l’asma bronchiale nella medicina sono utilizzati soprattutto durante l’attacco. I cromoni che, stabilizzando la membrana dei mastociti, dovrebbero ridurre la liberazione dei mediatori dell’allergia, hanno nella pratica risultati modesti.

I dati:
aumento del 15-30% delle ALLERGIE, in Italia, negli ultimi 10 anni;
70-80% dei casi in cui l’asma è di origine allergica;
20% di bambini italiani soffrono di allergie;
9% di bambini italiani con asma allergico;
15% di bambini italiani soffrono di rinite allergica;
4% di bambini italiani soffrono di orticaria;
1% di bambini italiani soffrono di allergie alimentari
3-5% di italiani soffrono di allergie e intolleranze nei confronti di alcuni alimenti;
25% (circa 14 milioni) italiani convinti di essere allergici o intolleranti nei confronti di alcuni alimenti.

La rinite allergica è un problema di salute in rapida crescita. È la patologia più comune dei paesi occidentali in cui la morbilità raggiunge il 40% della popolazione, a seconda dell’età e del paese (rinite allergica AIR e il suo impatto sulla relazione sull’asma). Con un’alta prevalenza in adolescenti e giovani adulti, non risparmia i bambini dove la prevalenza del 15% al ​​40% rappresenta il 7% della rinite stagionale.
L’uso di antiallergici è limitato da:
effetti collaterali,
spettro d’azione limitato rispetto a diversi mediatori coinvolti, istamina, brandichinina, angiotensina, concavalina, vasopressina,
breve efficacia,
tolleranza insufficiente in età geriatrica.

Le allergopatie insorgono in seguito a stimolazioni allergeniche che inducono risposte immunologiche peculiari, caratterizzate dall’attivazione di quella sottopopolazione linfocitaria, Th2, che produce citochine (interleuchina (IL)-4, IL-5 e IL-13). I linfociti T di adulti non atopici vengono definiti di tipo Th1 perché producono in modo predominante interferone y (INF-y) e non sono in grado di stimolare la sintesi di IgE. La presenza di IL-4 e IL-13 nel microambiente del tessuto linfoide è indispensabile per la differenziazione delle cellule Th2,  la presenza di citochine IL-12 e IFN-y ha un effetto di inibizione sul loro sviluppo. Il processo di sensibilizzazione allergica avverrebbe già nella vita intrauterina e nei primi mesi di vita è orientato verso una risposta di tipo Th2 risultato della produzione di IL-4 da parte dell’amnios e della placenta. Nella vita intrauterina i linfociti T vengono stimolati dai comuni allergeni ambientali, Dermatophagoides, oltre ad alcuni allergeni alimentari come proteine del latte.
Le IgE prodotte si vanno a fissare ai recettori ad alta e a bassa affinità presenti sulle cellule infiammatorie.
Il momento iniziale delle reazioni allergiche IgE è dato dal legame a ponte tra gli epitopi di un allergene con due molecole di IgE legate a recettori adiacenti sulla superficie cellulare di mastociti, con aumento di permeabilità della membrana cellulare con l’apertura dei canali del calcio. Il calcio extracellulare, penetrando all’interno della cellula, si lega alla calmodulina, recettore proteico che regola l’attività dell’adenosin trifosfatasi che idrolizza le molecole di ATP. La conseguente attivazione di meccanismi ATP-dipendenti garantisce l’energia occorrente per la contrazione dei microfilamenti, per il successivo trasporto dei granuli citoplasmatici verso la membrana e quindi per l’esocitosi degli stessi con liberazione di mediatori chimici preformati: istamina, triptasi, chinasi, idrolasi acide, responsabili della reazione allergica immediata. In concomitanza si verifica l’attivazione calciodipendente della fosfolipasi di membrana che metabolizza i fosfolipidi della membrana nucleare in lisofosfatidilcolina e in acido arachidonico. Disponibile per la conversione in metaboliti della ciclossigenasi (prostaglandine e trombossani) e della lipossigenasi (leucotrieni). L’attivazione del mastocita innesca anche la sintesi di altre proteine (leucotrieni, prostaglandine e PAF) , di citochine (IL-4, IL-5, IL-6, IL-8 e fattore di necrosi tumorale  (TNF).La citochina IL-4, diffondendosi in circolo nel microambiente dei tessuti linfoidi, favorisce la differenziazione di linfociti T verso la serie Th2 e amplifica e perpetua la risposta allergica. Le IgE prodotte si fissano ai recettori ad alta e bassa affinità CD-23, presenti sulle cellule infiammatorie. Gli eosinofili vengono richiamati e attivati ​​nella sede della reazione e possono rimanere a lungo a causa delle citochine IL3, IL5 e Gm-Csf. Sono responsabili di gran parte del danno della mucosa per il rilascio di proteine ​​basiche, come:
Ecp  proteina eosinofila cationica),
Edn (neurotossina),
Mbp, (basic superior protein),
Epx, (perossidasi eosinofila).

Gli eosinofili rilasciano radicali liberi e mediatori, tra cui   leucotrieni e citochine, che perpetuano il circolo vizioso dell’infiammazione allergica. L’interazione tra eosinofili e cellule endoteliali è alla base del reclutamento e della migrazione cellulare quando gli eosinofili, sotto l’influenza di Paf e chemochine, prodotti da cellule endoteliali attivate, manifestano molecole che appartengono alla famiglia di integrine, (Vla4 e Lfa1). Queste molecole interagiscono con i relativi recettori Vcam1 e Icam1, espressi dalle cellule dell’endotelio vascolare consente agli eosinofili di migrare per diapedesi dal circolo al  tessuto infiammato che spiega l’intensa eosinofilia caratterizzante ogni reazione allergica.

FARMACI IN STUDIO E FARMACI DI PROSSIMA IMMISSIONE IN COMMERCIO PER LA TERAPIA DELL’ASMA
Ciclesonide e mometasone, che vanno ad affiancarsi ai prodotti già in uso (beclometasone, budesonide, flunisolide, fluticasone).

÷ Steroidi ad attività cosiddetta “dissociata” (RU 40066), privi di attività endocrina mentre permane quella antinfiammatoria.

÷ß-2-stimolanti selettivi e in monosomministrazione giornaliera (ad attività più protratta rispetto agli attuali ß-2 long-acting).


Dalla natura, opportunità senza tempo:
Stachis officinales (Betonica officinales)
Perilla frutescens
Helichrysum angustifolium DC. Helichrysum Italicum G.Don.

Primavera-Tempo di drenaggio

Il drenaggio consiste nel forzare un organo emuntore nella sua funzione di disintossicazione, aumentando la sua capacità di eliminazione del liquido secretorio sia in volume che in concentrazione. Per estensione significa forzare qualitativamente o quantitativamente un organo con un’attività escretoria, cioè una funzione di ghiandola esocrina. Le molecole da eliminare sono quelle nocive che, penetrando nell’organismo, sono accessibili all’azione degli enzimi, modificabili fino ad arrivare ad una forma eliminabile (ossidazione, sulfoconiugazione o glucuronazione). Alcune sostanze, non sono degradabili dagli enzimi umani:
- le molecole di Maillard (molecole prodotte durante la cottura oltre i 110°C e derivanti dall’interazione tra proteine e glucidi );
- le poliamine alimentari o batteriche;
- le nitrosamine, gli idrocarburi aromatici policiclici e le amine eterocicliche, prodotte dalla cottura al di sopra dei 110°C;
- i lipopolisaccaridi delle pareti batteriche;
- gli isomeri di glucidi, lipidi, protidi.

Determinano lesioni a livello:
- della pelle, psoriasi;
- dei bronchi, l’asma;
- della parete intestinale (malattia di Crohn).

Tre situazioni che hanno in comune leucocitosi, senza agente infettivo:
i leucociti sono gli “spazzini” che depurano l’organismo dalle scorie indesiderabili.
I macrofagi e i neutrofili possono captare tramite fagocitosi o endocitosi le molecole non degradabili e portarle, dopo aver attraversato un emuntorio cutaneo o mucoso, all’esterno dell’organismo. Sono espulsi nell’ambiente insieme al loro carico. I macrofagi e i neutrofili non agisce da soli. Liberano alcune citochine, che reclutano altri leucociti: linfociti T, linfociti B, plasmociti, eosinofili, mastociti, che liberano a loro volta citochine.
Per eliminare le molecole “indesiderabili” l’organismo dispone di emuntori:
rene, fegato, colon, tenue, stomaco, pelle, bronchi, mucosa ORL, congiuntiva oculare.
La pelle partecipa ai processi di depurazione con:
- le secrezioni delle ghiandole sudoripare,
- la desquamazione delle cellule epiteliali.

L’eliminazione può diventare patologica. Quando le molecole da scartare sono abbondanti i leucociti si attivano. La loro presenza in un emuntorio ne provoca l’infiammazione, perché i leucociti liberano citochine che:
- reclutano altri globuli bianchi;
- inducono la produzione di mediatori che favoriscono l’infiammazione;
- stimolano la proliferazione e la desquamazione delle cellule epiteliali;
- aumentano la secrezione delle ghiandole presenti in loco.

Se Il processo di depurazione si intensifica, le molecole dannose sono eliminate attraverso:
- eliminazione delle cellule con le loro scorie;
- eliminazione delle scorie con un liquido di secrezione;
- trasporto delle scorie ad altre cellule di cui l’organismo si libera più facilmente, (desquamazione).
La detossificazione è efficace, ma presenta un’infiammazione cronica dell’emuntorio.
Questa infiammazione è responsabile, da sola o in associazione a cofattori (batteri, virus, allergeni, alimenti…), di malattie dell’emuntorio utilizzato:
- a livello del tubo digestivo: colite, malattia di Crohn, gastrite e duodenite;
- a livello della pelle: acne, eczema, psoriasi;
- a livello dei bronchi: bronchite cronica e asma;
- a livello delle mucose bucale, nasale, faringea, laringea, congiuntivale, auricolare: angina, sinusite, raffreddore da fieno, congiuntivite allergica, afte e malattia di Behcet, otite.

USO TERAPEUTICO DEL DRENAGGIO
Il drenaggio è un’attività fisiologica che supera quella di un emuntorio (eliminazione di alcune scorie) implicando un aumentato funzionamento di ogni organo depuratore, obbligato ad accrescere la sua attività oltre i limiti fisiologici, permettendo di far fronte sia ad una aggressione imprevista, sia ad una somma di micro-aggressioni.

Segnali di disintossicazione
Problemi cutanei, bocca amara, gusto amaro, transito intestinale irregolare, alitosi, mal di testa dopo i pasti, sovrappeso, stato depressivo, astenia, insonnia, stanchezza al risveglio.

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Primavera

Nel giardino il prunus ha già lasciato che i suoi petali partissero con il vento di marzo.
La magnolia da una settimana veste petali di fresco velluto rosabianco.
Luce e aria di primavera che per alcuni risveglia al canto e affatica altri, nello sforzo di star dietro all’alchimia del fiore che sboccia, anche per loro, nella natura del corpo.

Persino per la pianta il petalo è un distillato di bellezza che richiede energia.
Le piante, come divinità naturali di foglie, tronchi, fiori e frutti, sanno come fare a permettere alla luce di attraversarle e al buio di nutrirle fino a farle fiorire.
La stanchezza dell’individuo al risveglio della primavera parla di come ha trascorso il buio dell’inverno, lo sforzo che prova nella bellezza del petalo, rende conto della fatica che fa ad accogliere il silenzio delle radici. Continua a leggere