Epifania 2015

Ieri sono arrivati Gaspare, Melchiorre e Baldassarre,
oggi Artaban, a mani vuote.
In un Mondo, con i suoi drammi, con le sue speranze.
Oggi come sempre : la Pace verso la guerra,
nati dall’integrazione di Culture e Confessioni diverse, 
non “l’ONU delle Religioni”
(ennesima struttura destinata a morire come quelle che la precedono ONU, FAO,…) 
costruita perché Altri si occupino dei problemi “nostri”. Quasi fosse possibile.

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Cristiani, Musulmani nelle sofferenze, nella morte, sono Fratelli.
I due terzi nella Burkina di Boko Haram sono Musulmani.
“La Pace è troppo seria per lasciarla alla politica e alle istituzioni”.
Eppure, il Mondo risponde non in silenzio, ma con il silenzio.
La primavera araba non ci ha insegnato nulla e pochi giorni dopo l’eccidio di Peshawar,
il Mondo si è voltato da un’altra parte : altre le priorità : i regali, cena di Natale e di fine Anno.
Il conformismo regna sovrano nella globalizzazione del nulla.
Nessun impegno è la parola d’ordine.
Nessuno si muova.
La difesa delle Persone umiliate, le campagne per i diritti fondamentali calpestate nel Mondo,
non esistono più.
Le nostre democrazie, stanche, disilluse, impaurite, prigioniere delle loro stessa impotenza,
lasciano il campo alla violenza.
Siedono, alle Nazioni Unite, i Rappresentanti di Paesi in cui si perpetrano eccidi.
Il Tribunale Internazionale, da esempio di inutilità, condanna “ex” despoti, solo se già deposti.
Le Cancellerie e le Ambasciate tacciono.
Solo Ognuno di Noi può, deve essere Ambasciatore del Diritto, muovendosi verso la Speranza che si rinnova ogni anno, nel rito dei Quattro Re Magi che ce ne mostrano la Luce.
Non potenti ma saggi.

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