EutonologiaSud America

Laboratorio di Eutonologia: Sud America

da 30 Marzo 2020Settembre 25th, 2020Nessun commento

Progetto di Ricerca Covid-19
Mappatura per Stati
Maurizio Grandi, Erica Poli, Casimira Grandi

Report SudAmerica al 30 marzo 2020
Fonti: ufficiali e dirette (Artaban Onlus), riportate per ogni singolo cluster di dati

Premessa

Tra America Latina e Caraibi nel fine settimana del 23/3/20 il numero di contagi di Covid-19 sarebbe arrivato a 5.461, con 71 decessi. Punta dell’iceberg è stata il Brasile con 1891 infezioni secondo il ministero brasiliano della Sanità al 24/4 (almeno 400 nuovi casi di contagio del coronavirus nelle ultime 24 ore), con un bilancio complessivo di 34 vittime, 30 nello Stato di San Paolo, di gran lunga lo Stato più colpito e quattro in quello di Rio de Janeiro. Il presidente Bolsonaro, nonostante il contagio di alcuni suoi ministri e collaboratori, ha inzialmente minimizzato l’enità del problema e ha perfino criticato la scelta delle arcidiocesi e diocesi di non consentire la celebrazione pubblica delle messe.

ECUADOR e NICARAGUA
La seconda situazione più critica è quella della provincia costiera del Guayas, in Ecuador e in particolare di Guayaquil, la città più popolosa del Paese. Oltre 2/3 dei contagi arrivano proprio da quel territorio, e così pure le vittime.
In Ecuador, il primo caso accertato sarebbe quello del 29 febbraio. La paziente era una donna di 70 anni, una cittadina ecuadoriana ma residente in Spagna, rientrata a Guayaquil il 14 febbraio. Il 25 marzo, il Governo ecuadoriano ha ufficializzato l’epidemia tramite Alexandra Ocles, direttrice per la gestione dei rischi, che ha riferito che il numero di persone infettate da COVID-19 in Ecuador è di 1173 e il numero di morti è di 28, con un cut-off alle 08:00. Risulterebbero altri 1562 casi sospetti e 1346 negativi in 21 province del Paese. Circa 990 pazienti sono stabili in isolamento domiciliare, 87 stabili in ospedale, 65 in ospedale con prognosi riservata, 3 i guariti.
In data 24 marzo, la polizia ecuadoriana ha proceduto allo smantellamento forzato dei mercati all’aperto, per contrastare gli assembramenti di persone. In base alle disposizioni Consiglio di presidenza, la Conferenza episcopale dell’Ecuador (Cee) ha disposto la sospensione delle messe domenicali nelle parrocchie, nei santuari e nelle piccole cappelle, adeguandosi ai provvedimenti di prevenzione suggerite dai medici e allo stato d’emergenza disposto dal Governo in relazione al diffondersi nel Paese di contagi di coronavirus.
La Cee ha disposto anche la sospensione di “incontri che prevedono la presenza di numerose persone, come ritiri, assemblee, congressi, convegni” e la sospensione delle processioni della Domenica delle Palme e del Venerdì Santo. Viene chiesto, inoltre, a ciascun vescovo di dispensare i fedeli dal precetto festivo. Inoltre, i vescovi chiedono che le principali celebrazioni domenicali e della Settimana Santa vengano trasmesse dai media e dai social. È comunque consentita l’esposizione del Santissimo.
Tutti i nostri contatti locali concordano sulla possibile veridicità dei dati ufficiali.
In Nicaragua è emblematica la risposta dei nostri corrispondenti: “Non è che abbiamo molte alternative… si sta in casa e basta”. Infatti il presidente Daniel Ortega ha scelto la strada del silenzio, confermando le voci critiche antigovernative che denunciano che Ortega ignora il virus o lo minimizza.
Il primo caso sarebbe stato ufficialmente annunciato il 18 marzo dal Vice Presidente Rosario Murillo, in una dichiarazione alla televisione nazionale. Si tratterebbe di un uomo nicaraguense di 40 anni che avrebbe contratto il virus durante una recente visita a Panama. Secondo Murillo, sarebbe in isolamento e in condizioni stabili, e che si sperava che non avesse bisogno di ricovero.
Il 20 marzo è stato confermato un secondo caso, un nicaraguense proveniente dalla Colombia.
In base a questi dati minimizzati – ci informano – il Paese (negozi e scuole pubbliche), è ufficialmente aperto. Scuole private e università sono chiuse e si studia da casa, anche on-line. Sottotraccia si parla di centinaia di contagiati, ma si nega tutto.
Per dare un’idea della sottovalutazione del problema, basti dire che qui, il calcio non si è fermato: per decisione del governo il campionato prosegue; si va in campo e si gioca a porte chiuse, con guanti in lattice e mascherina. Lo ha raccontato  al “Mundo Deportivò” l’attaccante uruguayano Bernardo Laureiro, del Cacique Diriangén (che ha segnato la doppietta che ha dato alla sua squadra la vittoria per 2-0 sul Deportivo Ocotal. «Dovevamo dare un messaggio alla gente, così abbiamo giocato in modalità protetta – ha spiegato – ma dopo venti minuti mi son tolto la mascherina, perché mi era praticamente impossibile respirare. Lo stesso hanno fatto altri miei compagni. I guanti in lattice invece li abbiamo tenuti per tutta la partita”. Niente doccia per gli atleti, che han dovuto farsela a casa o in hotel.
Anche la Conferenza episcopale nicaraguense ha deciso ieri di sospendere la celebrazione pubblica delle messe. In un comunicato i vescovi invitano “tutti i settori della vita nazionale, senza eccezione, a prendere tutti i provvedimenti di prevenzione e protezione che sono necessari per proteggere il popolo da questa pandemia”.
Incurante di ciò, il Governo ha tirato drammaticamente dritto per la sua strada. Un comunicato ufficiale del “Ministerio del poder ciudadano para la salud”, riportato dal filogovernativo “El 19” – un giornale nicaraguense, con stretti legami politici con il Frente Sandinista de Liberación Nacional – recita infatti: “Situazione del coronavirus, al 22 marzo – Test di laboratorio per Covid-19 sono stati effettuati su persone che lo giustificavano (sic! N.d.R.), risultando in 2 casi positivi, in 5 casi meritevoli di approfondimento responsabile, i rimanenti negativi. Non ci sono deceduti per questa causa. I casi positivi di Covid-19 sono importati, da viaggiatori o da coloro che hanno avuto contatti con persone di paesi con trasmissione attiva. Al momento non disponiamo di trasmissione da parte della comunità locale. I contatti di casi positivi vengono seguiti secondo il protocollo del nostro Paese”.
Un comunicato falsamente tranquillizzate, a cui fa da contraltare un altro che annuncia l’arrivo di medici da Cuba.

Nicaragua e Ecuador,fonti:

  • Informazioni ottenute in via confidenziale da collaboratori di Artaban in loco, ONG locali e straniere
  • Comunicazioni ufficiali del Governo ecuadoriano, rilasciate da Alexandra Ocles, direttrice per la gestione dei rischi
  • Rapporti e disposizioni della Conferenza episcopale dell’Ecuador (Cee)
  • Vice Presidente del Nicaragua, Rosario Murillo, informazione alla nazione tramite la TV nazionale del primo caso
  • “Mundo Deportivo”, giornale nicaraguense, intervista all’attaccante uruguayano Bernardo Laureiro, del Cacique Diriangén
  • Ministerio del poder ciudadano para la salud, comunicato ufficiale del Governo
  • El 19, quotidiano filogovernativo
  • La Prensa, quotidiano di opposizione

 PERU’
Coronavirus en Perú: 580 infectados y 9 fallecidos, reporte oficial del Minsa – 26 de marzo

Lima: 453
Piura: 20
Loreto: 18
Arequipa: 15
Callao: 15
Lambayeque: 12
Junín: 11
Cusco: 10
La Libertad: 9
Áncash: 6
Tumbes: 3
Ica: 3
Huánuco: 2
Madre de Dios: 1
San Martín: 1
Cajamarca: 1

País Infectados Muertes Recuperados
1. Brasil 2.589 61 66
2. Chile 1.306 44 3
3. Ecuador 1.211 29 22
4. Argentina 502 8 52
5. Perú 480 9 1
6. Colombia 470 4 52
7. Uruguay 217 0 0
8. Venezuela 106 0 15
9. Paraguay 41 3 0
10. Bolivia 39 0 0

Fonti analitiche di dati

Fonti dirette: Juan Jose Bringas Cespedes www.laindustria.pe,  Isabel Vitturi
INFOGRAFIA NACIONALCOVI 19 -COE NACIONAL 01042020 10h00

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