Cantare le Emozioni

Corso di Musicoterapia della Risonanza
Roma
1° semestre 2017

                                                         CANTARE LE EMOZIONI

 Un percorso corporeo, vocale e musicale alla scoperta della nostra voce attraverso “ la via del suono” di Alexander Lowen e il canto

Scoprire, esprimere e padroneggiare le straordinarie risorse della nostra voce, per sperimentare come suona e risuona nel nostro corpo e in tutta la gamma delle nostre emozioni, per cantare con tutto il corpo e diventare lo strumento musicale che siamo.
Attraverso la voce scoprire la propria identità più profonda.

 

Conducono:

Hyo Soon Lee, coreana del Sud, apprezzata soprano a livello internazionale, docente di canto presso il Conservatorio Statale di Musica “Ottorino Respighi“ di Latina e il Politecnico Internazionale “Scientia et Ars”, nel polo didattico di Roma; professoressa nei corsi di perfezionamento in canto organizzati dall’ “E.P.T.A.- Italy” a Roma.

Piera Sacchi, psicologa, psicoterapeuta in analisi bioenergetica,
docente Siab 

Incontri: un  weekend (di 12 ore) al mese, da gennaio a maggio 2017. Ogni incontro prevede una parte teorica ed esperienziale in cui ai partecipanti verranno proposti lavori corporei ed esperienze emotive di bioenergetica in relazione al tema del weekend e una parte  dedicata all’espressione canora. Ogni partecipante potrà approfondire lo specifico stile vocale preferito fin dal primo incontro.  Alla fine del corso sarà rilasciato un attestato.


Dove
:  via Nomentana 309 Roma, presso Villa Reggio, Istituto Zileri, Orsoline Missionarie.
Per coloro che vengono da fuori Roma è possibile alloggiare alla Villa a costi contenuti.roma-casa19

 

 

 

 

Orari :
Sabato  10 – 13 /14 – 18
Domenica   9,30 – 13,30/14,30 – 16,30

PROGRAMMA

 28/29 gennaio  Incontro con la nostra voce

  • Ascoltarsi, ascoltare
  • Ascoltare la nostra voce ( il giudizio, la vergogna, il bisogno di comunicare..)
  • Esplorare la nostra voce/ le nostre voci
  • Usare la voce / “Essere” la voce
  • La voce e l’intimità con noi stessi
  • Come la nostra voce esprime o nasconde le nostre emozioni
  • Avere una voce
  • Canto


25/26 febbraio   Dove nasce la nostra voce

  • La postura,  il respiro, l’orecchio interno
  • Il corpo della nostra voce: piedi, gambe, bacino, diaframma, petto, braccia, mascella, gola, collo, lingua, occhi, testa, occipite,cranio
  • Canto

 

18/19 marzo    La ricerca della nostra voce

Dare suono:

  • I suoni involontari del corpo ( sbadiglio, singhiozzo, sospiro…)
  • Il suono delle emozioni (Il riso, il pianto, l’urlo, il grido…)
  • Il corpo vibra e risuona
  • La nostra identità sonora

Dare parola: esprimersi, affermarsi, noi e le parole
Canto

 

29/30 aprile  La voce artistica

Dare canto: manifestare la nostra parte più profonda

  • La voce del nostro Sé
  • I registri vocali
  • Il sostegno
  • I risuonatori
  • Voci maschili, voci femminili
  • Trovare il nostro ritmo e il nostro stile
  • Trovare la nostra armonia
  • Cantare con tutto il corpo: le emozioni
  • Giocare con la voce
  • Vocalizzi , canzoni
  • Improvvisazioni, coro
  • Canto


27/28 maggio   Cantare per qualcuno

  • Paura di esporsi. La vergogna delle nostre parti più belle
  • Cosa può cambiare
  • Cosa può curare
  • Canto

 

Intervista a Hyo Soon Lee *:

  • Quando hai cominciato ad appassionarti al canto e al canto lirico in particolare?

Da piccola mi piaceva recitare, disegnare ascoltando la musica, cantare. Quando recitavo mi piaceva cambiare molti timbri di voce. Recitavo ridendo, piangendo, esprimendo tutte le emozioni. Giocavo anche così. Fin da piccola poi cantavo davanti agli altri. Il canto lirico è arrivato dopo i 15 anni e con i canti in chiesa.

  • Cos’era per te da piccola la voce?

la voce per me era un gioco. Registravo la mia voce e la riascoltavo. Imitavo la voce degli altri, quella di mia madre, la voce dei fumetti, la voce di chi si arrabbiava e di chi era innamorato.

  • Questo tipo di rapporto con la voce è molto evidente nella tua esperienza di insegnante di canto.

Mi consente di mettere molti colori nell’insegnamento perché dò molta attenzione alle emozioni.

  • Come hai deciso di studiare canto?

Sono cresciuta in un paese molto piccolo in cui nessuno prendeva lezioni di canto. Alle elementari ero la più brava in canto e la maestra mi mandava ai concorsi e li vincevo. Finché ero piccola, però, pensavo di fare l’avvocato o la stilista. Ho deciso di diventare cantante lirica a 16 anni.

  • Dimmi qualcosa dei tuoi studi e dei tuoi insegnanti di canto.

In Corea ho studiato canto fino all’università e ho avuto tutti maestri bravissimi e soprattutto affettuosissimi e pazienti. All’entrata al Conservatorio in Italia ho incontrato una maestra che mi ha aperto gli occhi sull’importanza non solo della tecnica nel canto ma anche delle emozioni. Ho capito che il corpo, il  muscolo risponde meglio se metti l’emozione. Utilizzo molto questa consapevolezza nell’insegnamento. Senza l’ emozione perdi qualcosa.

  • Come è stato il tuo esordio nel mondo della lirica, il tuo debutto?

Già durante il conservatorio è avvenuto il mio debutto. Ho potuto guadagnare un anno e già dopo due anni di corso la mia maestra mi ha fatto fare delle audizioni. Ho studiato tanto.

  • Quali sono state le tue esperienze più significative come artista?

Ti parlo della mia esperienza in generale. Quando canti può accadere che chi ascolta si commuova. Vedere che il tuo canto è comunicativo, che entra nelle persone è l’esperienza più significativa per me come artista: l’energia, la gioia che esprimo nel canto mi torna indietro attraverso il pubblico. Quello che offro, ricevo. Questo scambio mi carica. Delle volte mi riesce di più delle volte di meno. C’è un’altra esperienza che amo in quanto artista. Nel canto come a teatro, puoi esprimere le tue emozioni in modo più libero che nella realtà della vita.

  • Quali sono state le tue esperienze più significative come insegnante e cosa porta nella tua vita la tua esperienza di insegnante di canto?

Da piccola mi piaceva insegnare ai ragazzi più piccoli di me. Volevo comunicare la mia passione, perché quando canto sto  bene e dopo aver cantato sto meglio. Ho scoperto insegnando che i ragazzi cambiano espressione, nel loro viso, nel loro corpo si accende la gioia. Come insegnante di canto non si tratta di dare spiegazioni tecniche. Vedo le persone come strumenti diversi, unici, quando con il mio aiuto accordano la voce e cantano bene senza impedimento, liberamente, sono felici,  entusiasti. Il canto fa bene.

  • Puoi accendere nell’altro questa gioia. Quali suggerimenti puoi dare?

Cantate che potete!

  • Ci sono altri obiettivi che vuoi raggiungere come insegnante e come artista?

Nel futuro voglio realizzare sempre più e sempre meglio con la musica e con il canto quello che fa bene alle persone. Vorrei condividere ancora di più quello che io provo con il canto.

  • Nel tuo insegnamento del canto che relazione stabilisci con  l’allievo?

Tre sono le qualità della relazione: serenità, sincerità, trasparenza. Nel fare lezione la cosa più importante è che io stia bene che vuol dire che non sia troppo stanca, che abbia mangiato bene, dormito bene, che non sia nervosa. Se rischio di perdere la pazienza è meglio che non faccia lezione. Poi devo capire come sta l’altro. Se sto male non potrò capirlo.   

  • Lavori anche con persone che non hanno esperienza di canto? Come le introduci al canto? come le aiuti a trovare la propria voce?

Ho avuto occasione di svolgere un corso nel programma del Professor Maurizio Grandi che per la prima volta mi ha messo in contatto con persone non interessate alla carriera di cantante, il cui primo obiettivo non era prepararsi alle audizioni o ai concorsi, ma  persone interessate a cantare insieme e abbiamo lavorato sulle emozioni. Guardando ad ogni persona come uno strumento, ho cercato di mettere l’attenzione al di là della tecnica al fatto che la persona vibrasse o non vibrasse, a come metteva il corpo nel produrre il suono. Da questo dipende se il suono che emetti ti fa bene e fa bene a chi ascolta oppure no. Ho provato emozioni forti. Le persone cantavano e piangevano, provavano quel benessere che anche io sento nel cantare.

  • So che conosci il metodo Tomatis, come ti ha aiutato in quanto  cantante e in quanto insegnante?

Mi ha aiutato ad avere un ascolto più completo che comprende tutto il corpo, una vibrazione.

H Y O   S O O N   L E E  – SOPRANO
Nata a Hong Seong (Corea del sud) nel 1971, si è laureata in canto presso l’Università Nazionale Chung Nam di Daejon.

Si è in seguito trasferita in Italia, dove si è perfezionata con il soprano Maria Luisa Carboni, sotto la cui guida si è diplomata in canto, nel 1999, con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore, presso il Conservatorio Statale di Musica “L. D’Annunzio” di Pescara. Si è successivamente anche diplomata in “canto didattico” presso il Conservatorio Statale di Musica “A. Boito” di Parma. Nel 1999 ha ottenuto anche il “Fellowship Diploma” in Musica Vocale da Camera presso il “National College of Music” di Londra. Nel 2007 ha ottenuto, con il massimo dei voti e la lode,  il Diploma di II livello in “Musica, scienza e tecnologia del suono” presso il Politecnico Internazionale “Scientia et Ars” di Vibo Valentia.

Ha partecipato, a Milano, ad un corso di interpretazione vocale sotto la guida del soprano Luciana Serra. Nel 2001 e nel 2002 ha frequentato l’“Ateneo Internazionale della Lirica” di Sulmona sotto la guida della Prof.ssa Margaret Baker Genovesi.

Nell’ottobre 2000 ha vinto la IV edizione del Concorso Internazionale di Musica Contemporanea “Città di Subiaco”. Nel novembre 2000 ha vinto il 3° premio (ex-aequo) nel Concorso Internazionale di Canto “F. Cilea” di Reggio Calabria.

Il suo repertorio cameristico include numerosi brani virtuosistici di musica vocale da camera dell’‘800 e del ‘900; per il repertorio operistico, è specializzata nell’opera mozartiana e nell’opera del ‘900. Molti compositori da tutto il mondo le hanno dedicato brani che ha eseguito in prima mondiale.

Nel maggio 1998 ha debuttato a Milano nell’opera di G. Gaslini “Malcom X”, sotto la direzione dell’autore. Da quel momento svolge con grande successo un’intensa attività concertistica ed operistica che l’ha portata ad esibirsi in molti teatri e sale da concerto (Auditorium Conciliazione di Roma, Teatro Rendano di Cosenza, King’s College di Cambridge [Inghilterra], Festival di Musica Contemporanea “Ebb & Flow Arts” di Maui [Hawaii], ecc.). All’attività concertistica affianca anche un’intensa attività didattica: è infatti docente di canto presso il Conservatorio Statale di Musica “Ottorino Respighi“ di Latina e presso il Politecnico Internazionale “Scientia et Ars”, nel polo didattico di Roma; inoltre è professoressa nei corsi di perfezionamento in canto organizzati dall’ “E.P.T.A.- Italy” a Roma.

 

Intervista a Piera Sacchi *:

Come è nato il tuo interesse per la voce?

Dal desiderio di dare voce alle mie parti mute, inespresse, dal vivo piacere provato nel poterle esprimere e dalla ricerca delle varie forme possibili di espressione non solo attraverso le parole, ma anche attraverso il suono e il canto e in particolare il canto lirico. I miei genitori amavano il melodramma italiano, ne avevano tutti i dischi e talvolta ne cantavano piccoli pezzi. Queste opere sono state amiche d’infanzia con cui ho giocato imitando le voci e i toni sia maschili che femminili in tutti i registri. Ho finito per impararle a memoria. In seguito, nella mia vita, la voce cantata è stata la via maestra per entrare in contatto con la mia parte più profonda.

Cos’era per te da piccola la voce?

La voce per me era qualcosa di difficile, facevo fatica a trovare le mie parole. Trovarle è stato frutto di un lavoro da cui ho imparato molto e che tuttora prosegue. Ho mantenuto della mia infanzia la spontanea tendenza ad essere affascinata dalle voci degli altri e a  comprenderli non solo dal contenuto del discorso ma attraverso l’uso che fanno della loro voce, per come la modulano, la esprimono, la  suonano. E questo mi accompagna nel mio lavoro di psicoterapeuta in Analisi Bioenergetica in cui la voce, il suono della voce è uno degli elementi più importanti.

Che cosa è l’analisi bioenergetica?

L’analisi bioenergetica di Alexander Lowen è un tipo di psicoterapia a mediazione corporea, “una tecnica terapeutica rivolta alla mente e al corpo, che opera con sentimenti  e idee, con suoni e parole”. La definisce così lo stesso Lowen che afferma  che “una delle ragioni per cui l’analisi bioenergetica si concentra sul corpo è che le sole parole raramente sono abbastanza forti da evocare i sentimenti repressi. Le parole sono la voce dell’Io che censura e controlla le nostre azioni e il nostro comportamento, esattamente come il suono è la voce del corpo. Si può dissimulare con le parole, ma è abbastanza difficile farlo con il suono. Si può riconoscere una nota di falsità in un suono che non esprime realmente un sentimento.”

Come sei arrivata all’analisi bioenergetica e a interessarti della voce?

Da giovane, dopo una psicoterapia verbale, presi la decisione di fare mimo dove si trattava di parlare attraverso il corpo senza le parole. Quello dei gesti era un alfabeto talvolta difficile ma per me pieno di significato, appassionante, rivelatore e ho capito che il corpo doveva rientrare nella ricerca di mie parti profonde. Sono approdata alla bioenergetica di Alexander Lowen che all’epoca cominciava a farsi conoscere nel nostro paese. Qui ho trovato l’integrazione che cercavo tra sensazioni,  emozioni, suono e parole. Nel mio percorso ho avuto la fortuna di poter coniugare un intenso e continuo lavoro di bioenergetica  con una prolungata esperienza di meditazione cantata di gruppo attraverso la quale ho scoperto la potenza del suono.  Seguendo questi due sentieri sono arrivata al punto in cui si sono incrociati; l’analisi bioenergetica di Lowen e il suo processo di resa al corpo e la mia ricerca vocale e sonora si sono fuse in modo indissolubile. Mi è diventata chiara quella che chiamo “la via del suono” di  Lowen. Da quel momento ho scoperto una voce che non sapevo di avere ma che mi nutre, mi mette in contatto  profondo con me, aumenta il mio benessere e anche nei momenti difficili mi accende dentro. 

Come mai non hai studiato canto?

Mi piace cantare ma non ho una voce educata al canto e non ho studiato canto. Per alcuni maestri non ho una voce lirica, per altri si. Mi interessa cantare le emozioni. Per tutta la vita ho utilizzato la mia voce come strumento di conoscenza di me e degli altri. Nel lavoro per me è importante che le persone siano in grado di dare suono alle emozioni e da qui trovare la strada per il proprio canto perché può essere una magnifica risorsa di benessere, di gioia. 

Quali sono state le tue esperienze più significative come terapeuta  rispetto alla voce?

La più significativa è stata rendermi conto di poter trasformare le mie emozioni dando loro respiro,  suono e  canto. Devo aggiungere anche che il mio interesse per la voce e i suoni mi ha portato a nutrire una profonda curiosità per la vita prenatale e le esperienze indelebili che ognuno di noi fa immerso in un mare  di suoni per 9 mesi.

Come lavori nella tua professione con la voce?

Gli strumenti principali sono quelli preziosi che mi vengono dall’analisi bioenergetica di Lowen in cui respiro emozione voce sono strettamente legati. La voce è essenziale nel raggiungere l’obiettivo dell’espressione di sé. Ma per questo obiettivo non si parte solo dalle parole ma anche dai  suoni e anche dai suoni più spontanei o che dovrebbero essere più spontanei per il corpo come sospirare e sbadigliare, piangere,  singhiozzare, ridere, urlare…. insomma dalla colonna sonora e corporea delle emozioni. Oltre a questo lavoro, semplicemente aggiungo il canto per dare espressione anche ad una parte creativa che inevitabilmente si apre e che è in grado di trasformare le emozioni. Aiutare a scoprire, esplorare la propria voce e le sue risorse è un obiettivo che ho nel mio lavoro.  Andare “oltre le parole” attraverso il suono e il canto inevitabilmente ci porta in contatto con il nostro sé più profondo. Fare esperienza della propria voce, non ha nulla a che vedere con il fatto che sia bella o brutta,  semplicemente è la nostra ed è unica ed è legata a tutto il corpo e in primo luogo al nostro modo di stare in piedi, di  respirare e alla storia relazionale iscritta nel nostro corpo. Mi fa piacere aggiungere che l’incontro con Hyo Soon, prima come maestra di canto poi anche come amica, mi ha consentito e consente ulteriori integrazioni nella mia ricerca.

 

P I E R A  S A C C H I  -  P S I C O L O G A  – P S I C O T E R A P E U T A

  • Iscritta all’albo degli Psicologi, articolo 32 (n.2552)
  • Iscritta all’Albo degli Psicoterapeuti

Formazione

  • 1970 Laurea in Filosofia conseguita presso l’ Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, con voti 110/110 e Lode.
  • 1980-1984 Corso di specializzazione in Analisi Bioenergetica presso la SIAB (Società Italiana di Analisi Bioenergetica) di Roma.
  • 1986-1990 Corso di formazione in Body-Oriented Psychotherapy diretto da George Downing, Ph.D. Direttore dell’International Institute of Body-Oriented Psychotherapy, 9, Villa Sainte Foy,92200 Neuilly-Sur-Seine, France.
  • 1988-1990 Corso di formazione in Psicoterapia Bioenergetica Transpersonale diretto da Geltrude A. Grossman, Psicologa dello Stato della California, Licence PSY2204.
  • 1991-1993 Corso di Supervisione in Body-Oriented Psychotherapy diretto da George Downing Ph.D.
  • 1993-1996 Corso di formazione in Analisi Bioenergetica presso l’IIFAB (Istituto Italiano di Formazione in Analisi Bioenergetica) di Roma.
  • Dal 2001 segue il seminario clinico di Videomicroanalisi Therapy e, in seguito, di Video Intervention  Therapy condotto a Roma da George Downing Ph.D.

 

Attività didattica

  • Docente, Supervisore e Local Trainer SIAB ( Società Italiana di Analisi Bioenergetica)
  • Dal 2006 al 2009 ha svolto docenze presso l’ISPPE ( International Society for Prenatal and Perinatal  Psychology and Medicine).

 

Ha svolto e svolge conferenze e workshop relativi alla voce e al suo uso nell’ambito della psicoterapia.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>