Il Trecento

Heman Falkner

Morto nel 1374.
Medico a Artz, figlio di Heinrich.

Il Quattrocento

Leonard Brand

1443-1470
Chirurgo a Bader, nato nel 1443 morto nel 1470.

Bernhard Brand

1463-1520
Medico, nato a Basilea.

Eucario Holzac

Medico, figlio di Eucario Holzac morto nel 1521 e Brida Zcheggenburlin, nato a Basilea nel 1486 e morto nel 1558, sposato con Veronica Rispach (morta nel 1546).

Theodor Brand

1488-1558

Chirurgo, nato a Basilea.

Il Cinquecento

Theodor Zwinger

1533-1588
Professore di Medicina.
Umanista figlio di Leonard Zwinger.
Nato a Basilea.

Hans Heinrich Ryhiner

1569-1603
Farmacista, nato a Basilea.

Emanuel Ryhiner

1592-1635
Farmacista, nato a Basilea.

Il Seicento

Grandi Iacopo

1646-1691
Figlio di Stefano e di Pellegrina Gandolfi, nacque a Gaiato, nei pressi di Pavullo nel Frignano, sull’Appennino modenese, il 27 giugno 1646.
Da Bologna si trasferì, ancora adolescente, a Venezia, presso uno zio materno, V. Gandolfi, canonico della basilica di S. Marco, il quale gli trasmise le conoscenze di base in filosofia, greco e latino. “Pupillus” nella facoltà medica dello Studio patavino nell’autunno del 1664.
Nel corso del 1665, fu nominato “consiliarius” per la “natio Romana” e “consiliarius anatomicus”.
In rapporti con Stefano degli Angeli fu orientato verso quella tradizione concettuale di stampo galileiano ancora presente, pur tra difficoltà, nell’ateneo patavino.
Tornato a Venezia, nel febbraio del 1671, inaugurato nella città lagunare il teatro anatomico, ne divenne incisore. A lui fu affidato il compito di pronunciare l’orazione d’apertura: “Oratione nell’aprirsi del nuovo teatro d’anatomia a Venezia li 2 febbraio 1671 (Venezia 1671)”.
La scienza anatomica é presentata come un compendio di tutti gli altri saperi, non solo di quelli fisico-matematici ma anche di discipline quali l’architettura, la musica e la teologia.
La sua posizione favorevole alla medicina neoterica e iatromeccanica lo portarono nella Risposta a Girolamo Santasofia … intorno a una serpe trovata in un ovo fresco di gallina, pubblicata nel Giornale de’ letterati di Roma del 1673, a respingere la tesi della nascita ex putri degli esseri viventi e a sostenere, sulla scia di F. Redi, quella ex ovo.
Fondò l’Accademia Dodonea insieme con A. Ottoboni, nipote del cardinale P.Ottoboni, poi papa Alessandro VIII, nel dicembre 1673. Di questa Accademia, che si radunava in casa del procuratore di S.Marco A. Morosini, fu regolatore e assessore.
Abbiamo notizia di una serie di studi – condotti a partire dal 1673 di concerto con P. Boccone – che tre anni più tardi sfociarono in un’opera, il De veritate diluvii universalis et testaceorum quae procul a mari reperiuntur generatione, pubblicata in appendice al De testaceis fossilibus Musaei Septaliani di G. Quirini (Venetiis 1676).
L’opera é costituita da una serie di obiezioni alla tesi antidiluvialista sostenuta in campo paleontologico da Quirini. L’opzione catastrofista é preferita dal Grandi in quanto maggiormente coerente con il principio della generazione ex ovo degli esseri viventi: troppo sospetta l’ipotesi, fatta da Quirini, di una formazione per cristallizzazione delle conchiglie fossili, prodotta per unione dei “germi” dei molluschi marini con la sostanza minerale delle rocce.
Nel 1676 succedette al Folli come professore d’anatomia nella scuola veneziana, assumendo in tal modo, e fino alla morte, un ruolo di vertice nel mondo medico veneto. Tale posizione lo portò, negli anni immediatamente seguenti, a ricoprire a Venezia la carica di sindaco del Collegio dei filosofi medici e quella di consigliere del Collegio dei medici chirurghi.
Nel luglio del 1680 fu nominato, “per disposizione dei Notari”, aiuto del Folli “nella carica di protomedico”.
Si trovò così a svolgere una funzione di raccordo tra questo mondo e personalità quali F.Redi, M. Malpighi, B. Ramazzini, R. Boyle. Con Redi, in particolare, si sviluppò un’amicizia di cui ci é rimasta testimonianza in sei lettere.
Accademico ricoverato nel giugno del 1678, associato all’Accademia dei Gelati di Bologna.
Nello stesso scorcio furono proposte al Grandi cattedere sia dallo Studio pisano, sia da quello patavino.
Nel 1683 diede alle stampe a Venezia un epinicio In Viennam liberatam er victoriam Turcarum a serenissimo Ioanne tertio Ploniae rege, celebrativo della vittoria cristiana sui Turchi sotto le mura di Vienna.
Risale al 1688: De stibio eiusque uso apud antiquos in re cosmetica ac de aqua Nilotica, de stibii mentione in sacris litteris et de fucorum materia, dissertatio per epistolam, pubblicata a Norimberga.
Trttazione di argomenti medici é frammischiata a una sovrabbondante erudizione antiquaria. Nella prima parte dello scritto, dedicata all’analisi delle acque del Nilo e alla dimostrazione che é questa l’acqua utilizzabile per scopi terapeutici di cui parla Ippocrate, e che la composizione di essa é simile a quella dell’acqua di Nocera.
La seconda parte affronta il tema dell’antimonio, é prevalentemente incentrata sull’analisi etimologica della parola “stibio” e sui modi di commerciare questo metallo nell’antichità. La terza parte é una vera e propria storia dell’uso cosmetico, fatto dagli antichi, del fuco.
Nel marzo del 1688 fu ascritto, con il nome accademico di Seneca, all’Academia naturae curiosorum di Lipsia e, due anni dopo, nel febbraio del 1690, durante il periodo di soggiorno veneziano del suo viaggio in Italia, G.W. Leibniz volle conoscerlo.
L’ 8 marzo 1691 il Grandi morì a Venezia , e fu sepolto nella chiesa di S. Faustino.

Grandi Luigi Guido

1671-1742
Nato a Cremona, al secolo Francesco Lodovico GRANDI matematico e filosofo italiano.A 16 anni entrò nel Monastero Camandolese di Classe in Ravenna.Proseguiti gli studi geometrici e matematici a Firenze nel 1703 pubblicò il libro “La quadratura del cerchio e dell’iperbole”,scoprì lo stesso paradosso matematico intuito da Leibniz : la somma parziale di una serie a segni alterni  di numeri non converge a niente.
Nel 1709 entrò a far parte della Royal Society.
Nel 1714 divenne matematico di corte presso il granduca di Toscana e Professore di matematica nell’Università di Pisa.
Fu sovraintendente alle acque del granducato.
Collaborò all’edizione fiorentina delle “Opere di Galileo Galilei (1718),studiò la curva algebrica da lui chiamata “rodonea” per la sua forma che richiama i petali di un fiore (1725)e fu l’autore degli “Elementi di geometria di Euclide” pubblicati postumi a Venezia (Savioni 1780).
Fu il primo a diffondere l’analisi degli infiniti (Da infinitis infinitorum) nella quale applicò per primo in Italia i metodi di Leibniz e Newton.

Il Settecento

Nicola Peano

1772-1788
Dottore.

Giuseppe Antonio Toselli

1760-1831
Chirurgo, Sindaco di Borgo San Dalmazzo residente in Via Demonte, nel palazzo di famiglia Bianca Casetta. Sposato con Angelica Carlotta Allione.

Guglielmo Francesco Pasquale Buonaventura Allione

1733-1795
Medico.

Luigi Francesco Gallo

morto nel 1789
Dottore a Peveragno.

L’Ottocento

Senatore Cav. Giovanni Antonio Toselli

1793-1865
Medico Chirurgo, Direttore delle Terme di Vinadio.
Si laurea a Torino, si stabilisce a Boves. Fu implicato nei moti rivoluzionari per la richiesta della Costituzione. Sposato a Boves l’11 febbraio 1824 con Margherita Raggi, figlia di Giovanni

Battista Giuseppe Raggi

1774-1836
Chirurgo.

Cavalier Giuseppe Toselli

1829-1904
Medico Chirurgo, Medico della Real Casa di Savoia. Chirurgo a Briga Marittima nel 1860. Senatore a Limone Piemonte. Cavaliere e Croce dell’Ordine Equestre della Corona d’Italia, 1877. Sposato a Boves il 16 luglio 1861 con Rosa Amalia Filomena Andreis di Mondrone, figlia di Conte Bartolomeo Vittorio Amedeo Hyeronimo Andreis di Mondrone, Medico 1797-1862

Cav. Uff. Enrico Toselli

1845-1908
A 27 anni è Direttore del Manicomio Provinciale di Racconigi. Nel 1880 lo chiamano ad assumere la Direzione di “Villa Cristina” come Professore Universitario.
Presidente dell’Ordine dei Medici e della Reale Società Mutua di Soccorso fra i medici del Piemonte, oratore elegante, associò il suo nome, quale perito, a tutti i più importanti processi dell’epoca.

Il Novecento

Enrico Luigi Toselli

1870-1930
Medico Ostetrico, ufficiale Sanitario.

Nato a Boves (Cuneo). Dopo il liceo nella Scuola che fu di Carducci, si laurea nel ‘900 e si specializza in Igiene a Sassari.
Dopo un breve ritorno nel Cuneese, prima condotto a Cervasca e poi a Pianfei, ritorna nella Sua Isola che, salvo una parentesi nella guerra d’Africa (medaglia d’argento per lo sbarco a Bengasi) non lascerà mai più e amò profondamente eleggendola a Sua Terra.

Divise per scelta le difficoltà della vita povera e dura dell’ Ogliastra nei primi del novecento, diviso tra le condotte di Sant’ Andrea Frius, Ulassai, Escalaplanu e Pardasdefogu che scelse come ultima dimora.

Folicardo Cesare Grandi

1912-1984
Internista Radiologo. Nato ad Ariano di Mesola (Ferrara ) il 12/12/1912, allievo interno con Viola nella Clinica Medica di Bologna che fu di Murri e di Delitala, si laurea nel 1938 presso la stessa Università.

Dopo l’esame di Stato a Roma, con Frugoni, rinuncia al posto di primario a Valdobbiadene per restare con Greppi all’Arcispedale S.Anna di Ferrara.
Sottotenente medico volontario sul fronte yugoslavo, resta, capitano medico volontario nelle brigate nere, al S.Anna di Ferrara fino al ’45.
A Torino, successivamente, nella Clinica Medica di Gamna e nella Semeiotica Medica con Giordano, dove tiene il Corso di Semeiotica Pratica.
Specializzato in Radiologia, lascia l’Università per dirigere la ricerca medica dei Laboratori Farmaceutici Yatros a Torino dove, proseguendo gli studi di Warburg sul metabolismo ossidativo, nascono nel 1953 il Fogran e nel 1955 l’A.C.55. prima sostanza italiana contro il cancro.
Consulente internista nel Policlinico Cuneese, fonda il Centro Studi Ricerche e Terapie delle Neoplasie ospitato per la ricerca di laboratorio in vitro e in vivo nei laboratori farmaceutici CIFA (Torino).
Prosegue lo studio delle sostanze attive sulla respirazione mitocondriale, sul DNA timico e sugli istoni, con valutazioni cliniche presso l’Università di Torino (Clinica Ostetrica, Ginecologica di Delle Piane), gli ospedali S.Anna (Quaini) di Torino, Avigliana e Venaria.
Scompare nel 1984 e con Lui una ricerca finanziata completamente per oltre trent’anni con mezzi propri e per la quale scelse di non prendere brevetti.
Idealista e sognatore, dotato di straordinaria umanità ed intuito, rese disponibile gratuitamente i prodotti formulati, rinunciando a qualsiasi diritto di paternità.

“Quello che si ama non lo si possiede mai completamente. Semplicemente si custodisce e si tramanda”.

Cesare Grandi

“Quello che si ama non lo si possiede mai completamente. Semplicemente si custodisce e si
tramanda”.

“La medicina è ad un tempo arte e scienza,
entrambe profondamente umane
perché non c’è amore della medicina
senza amore dell’uomo”

La nostra storia d’amore, se così si può dire, è iniziata centinaia di anni fa…