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4 febbraio : Giornata Mondiale contro il cancro

da 4 Febbraio 2016Nessun commento

cancro

 

 

Members of the Senate, Members of the House, Ladies and Gentlemen:
We are here today for the purpose of signing the cancer act of 1971. I hope that in the years ahead that we may look back on this day and this action as being the most significant action taken during this Administration. It could be, because when we consider what cancer does each year in the United States, we find that more people each year die of cancer in the United States than all the Americans who lost their lives in World War II.
This shows us what is at stake. It tells us why I sent a message to the Congress the first of this year, which provided for a national commitment for the conquest of cancer, to attempt to find a cure.
Now, with the cooperation of the Congress, with the cooperation of many of the people in this room, we have set up a procedure for the purpose of making a total national commitment. I am not going to go into the details of that procedure, except to say this: As a result of what has been done, as a result of the action which will come into being as a result of signing this bill, the Congress is totally committed to provide the funds that are necessary, whatever is necessary, for the conquest of cancer. The President is totally committed–we have a Presidential panel headed by Benno Schmidt, which will report directly to the President so that the President’s influence, whenever necessary, can be used to reach this great goal.
And, in addition to that, all of the agencies of government, the National Institutes of Health, HEW, et cetera, are totally committed.
Now, having said that, I have spoken exclusively of government up to this point. In this room are scores of people who have worked voluntarily for this cause for many, many years. The American Cancer Society, of course, is the best known organization, but there are many others as well.
In saying that there will be a Presidential commitment, in saying that there will be a Congressional commitment, a government commitment, I should emphasize that a total national commitment means more than government. It means all the voluntary activities must also continue. We have to realize that only one-sixth of everything that is produced in America is produced by what government does. Five-sixths of what we do in America is produced by what people do in their voluntary and cooperative capacities.
So, we need the continued cooperation of all the volunteer organizations. You will have, of course, the total commitment of government, and that is what the signing of this bill now does. Finally I should emphasize, as Benno Schmidt mentioned just a moment ago, that we would not want to raise false hopes by simply the signing of an act, but we can say this: That for those who have cancer and who are looking for success in this field, they at least can have the assurance that everything that can be done by government, everything that can be done by voluntary agencies in this great, powerful, rich country, now will be done and that will give some hope, and we hope those hopes will not be disappointed.

 Senatori, Deputati, Signore e Signori :
siamo qui oggi per firmare il decreto sul cancro del 1971. io spero che negli anni che verranno potremo guardare indietro a questo giorno e a questa azione come a quella più significativa compiuta da questa amministrazione. Potrebbe davvero esserlo, perché quando noi ci fermiamo a pensare a quello che provoca ogni giorno il cancro negli Stati Uniti, scopriamo che sempre più persone ne muoiono ogni anno, scopriamo che ogni anno muoiono di cancro più americani di quanti hanno perso la loro Vita nella seconda guerra mondiale.
Questo ci mostra qual è la posta in gioco.
Ci dice perché ho inviato un messaggio al Congresso il primo di quest’anno, che ha indicato come obiettivo nazionale la sconfitta del cancro, il tentativo di trovare una cura.
Ora, con la cooperazione del Congresso, con la cooperazione di molte delle persone che sono in questa stanza, noi abbiamo definito la procedura per fare di questo un impegno nazionale.
Non entrerò nei dettagli, se non per dire che, come risultato di ciò che è stato fatto, come risultato delle azioni che diventeranno realtà in conseguenza della firma di questa legge, il Congresso sarà interamente impegnato a garantire i finanziamenti necessari, tutti quelli necessari, per la sconfitta del cancro. Il presidente è completamente impegnato – abbiamo una commissione presidenziale guidata da Benno Schmidt che riferirà direttamente al presidente di modo che l’influenza del presidente possa essere usata per raggiungere questo grandioso obiettivo, ogniqualvolta sia necessario farlo.
E, oltre a questo, sono pienamente coinvolte tutte le agenzie governative, i National Institutes of Health, l’HEW, eccetera.
Dicendo questo, fino a questo punto ho parlato solamente del governo.
In questa stanza ci sono decine di persone che hanno lavorato come volontari per questa causa per molti, molti anni.
L’American Cancer Society, ovviamente, è l’organizzazione più conosciuta, ma ce ne sono molte altre. Nel dire che ci sarà un impegno del presidente, nel dire che ci saranno l’impegno del Congresso e del governo, devo sottolineare che un impegno di tutta la nazione significa di più di un impegno del governo.
Significa che tutte le attività volontarie devono continuare.
Dobbiamo renderci conto che solamente un sesto di ciò che si fa in America è fatto in conseguenza di interventi del governo. Cinque sesti di quel che facciamo è opera di ciò che fa la gente con le sue strutture volontarie e di cooperazione. Quindi, noi abbiamo bisogno della cooperazione continua di tutte le organizzazioni di volontariato. Voi avrete, naturalmente, l’impegno totale del governo, e la firma di questo decreto lo garantisce.
Infine devo sottolineare, come ha detto un attimo fa Benno Schmidt, che non vogliamo suscitare false speranze semplicemente firmando un decreto, ma possiamo dire questo :
tutti quelli che hanno il cancro e che si aspettano dei successi in questo campo, possono almeno essere rassicurati che tutto ciò che è in potere del governo di fare, che è nelle strutture di volontariato di fare, in questo grande, potente, ricco paese, adesso sarà fatto ; e che questo darà qualche speranza, e noi speriamo che quelle speranze non siano disattese.  

Era il Natale del 1971 a Washington.
Il parlamento era ormai in vacanza e le vetrine di Georgetown traboccavano di renne, stelle e Santa Claus, come solo gli americani sanno fare.
E’ in quel clima che, tra un Jingle Bells e l’altro, andò in onda quello che sarebbe diventato il più importante discorso pubblico della storia della medicina moderna.
A pronunciarlo fu un presidente assai poco amato, del quale ancora oggi gli americani parlano mal volentieri, come a sperare i una pubblica amnesia che ne cancelli il colpevole epilogo all’ombra del Watergate.
Richard Milhous Nixon era nella East Room della Casa Bianca, in piedi tra due bandiere a stelle e strisce. Le mani dietro la schiena e l’aria un po’ gigiona che, insieme al nasone a patata, hanno fatto felici i vignettisti per anni. Ma quello che Nixon avrebbe detto agli americani quel giorno non aveva niente di comico.