Antonella Usai è una danzatrice, ricercatrice e docente nel campo della relazione tra danza, arti, yoga e natura. La sua formazione comprende una solida preparazione in danza classica e contemporanea, diploma e perfezionamento in danza classica indiana di stile Bharatanatyam e studi in canto carnatico e hindustani presso la Darpana Academy e la Saptak Music School di Ahmedabad (India), formazione in Hatha Yoga presso numerosi istituti internazionali e Laurea magistrale in Storia del teatro (Università di Torino). È fondatrice dell’associazione e omonima compagnia di danza NAD (Nascere Alla Danza) e si occupa da anni di didattica, creazione di spettacoli ed eventi e direzione artistica in ambito nazionale ed internazionale (Europa, Africa e Asia). È stata, tra le altre cose, la prima danzatrice occidentale ad essere scritturata nella prestigiosa compagnia indiana Darpana Performing Group diretta da Mrinalini e Mallika Sarabhai, con cui ha compiuto tournée in tutta l’India e nel sud est asiatico.

Il suo operato, impregnato di interdisciplinarietà e visione sistemica, è mosso dal desiderio di stimolare e nutrire una partecipazione più consapevole dell’essere umano al grande mistero della Danza della Vita.

Didattica danza e yoga presso numerosi istituti italiani ed esteri: asd NAD, ass. Lo Studio, asd Ginger Company, Teatro in Rivolta, ass. Harmoniai, Liceo coreutico di Torino, Ospedale Regina Margherita (TO), progetto Pagine in Danza, Muse, Forme in Danza per momenti di musica, Università degli studi di Torino, Fondazione Piemonte dal Vivo, MAO museo di arte orientale, Darpana Academy of performing arts (Ahmedabad),  Alliance Francaise (Ahmedabad),  Mahatma Gandhi School (Ahmedabad), National Institute of Design (Ahmedabad), Utpal Shanghvi School (Mumbai), Milap Fest Liverpool, SAND-Science and non Duality…

Spettacoli, Performance, Collaborazioni in tutta Italia, Francia, Germania, Svizzera, Spagna, Belgio, UK, Marocco, Tunisia, India, Singapore: NAD (TO), Fabularasa (Almese), il Mutamento Zona Castalia TO), Controluce Teatro d’Ombre (TO), Compagnia Bolero (Roma), Compagnia la Grande Opera (Roma), Zet Tanztheater (Zurich), Rigolo Tanzendes Theater (Wattwil/Svizzera), Cie Pierre Droulers (Bruxelles), Darpana Performing Group (Ahmedabad/India), Trasmissione TREBISONDA RAI 3, Partecipazioni a documentari per la regista neozelandese Zeha Patel, per il dipartimento di danza dell’Università di Rohempton (UK) e per Ministero indiano per lo sviluppo delle risorse umane….

Creazione di progetti e direzioni artistiche: Di dei e passanti (Teatro Espace Torino), Divali al Borgo medievale di Torino, India in Danza (MAO, museo di arte orientale di Torino), NADI (alta formazione in danza classica e contemporanea indiana), PER ACQUA (Vivi, Creativi e Liberi) progetto nazionale e Festa in Valsusa, DANZA e OLTRE – Cura del Movimento, Movimento che Cura (in collaborazione con asd Ginger Company e Movimento Naturale)

“Pratico danza da quarant’anni e la insegno da trenta a tutte le fasce di età, dai bambini agli anziani. Ho insegnato, oltre che danzato e creato progetti artistici e multisciplinari per un pubblico internazionale. Questo è stato agevolato dal fatto che parlo italiano, francese e inglese correntemente.

Ho avuto modo di sperimentare, prima di tutto sulla mia persona, il potere terapeutico dell’arte (prevalentemente della danza, ma anche del canto, della musica, della poesia da cui la danza non è mai disgiunta), per poi approfondire sempre più, nel campo didattico ma anche in quello della creazione di spettacoli ed eventi, i benefici apportati dallo sviluppo di autocoscienza e guarigione a partire dalla pratica artistica e dalla sinergia tra arti a trecentosessanta gradi.

Ho accompagnato nel corso degli anni, sia in seminari intensivi che in progetti più lunghi e articolati, allievi con sindrome down, deficit psicomotori, autismo, depressione, malattie psichiatriche etc. sempre nell’ottica di un percorso inclusivo.

Ho avuto modo di vedere come una performance di danza bharatanatyam o un concerto fossero in grado di stimolare i sensi e risvegliare emozioni sopite negli ospiti e pazienti di numerose case di riposo.

Ho tenuto seminari per bambini e adolescenti con problematiche psichiatriche

presso l’ospedale Regina Margherita di Torino, dedicati in particolar modo al movimento e all’espressività corporea come riconoscimento e canalizzazione delle emozioni. Ho accompagnato inoltre numerose donne e coppie in gravidanza, oltre a includere, in un esperimento di successo, uno di questi nuclei familiari anche dopo l’arrivo della loro primogenita. Praticare un anno con un bebè ha fatto molto bene alla famiglia stessa che ha potuto sperimentare l’inclusivisita’ del gruppo e ha reso tangibile il fluire della vita. L’età dei partecipanti alla classe andava letteralmente dagli o ai 90 anni, costituendo un esempio vivente di intergenerazionalita’.

Lavoro da anni nelle scuole in Italia e all’estero, di ogni ordine e grado, dagli asili all’Università, creando format specifici a seconda della committenza e del progetto. Eccone alcuni esempi: “La Grande Arca” performance/laboratorio interattivo per bambini e famiglie tra danza, teatro, musica e mitologia; ”Spazio, Tempo e Danza”, conferenza spettacolo in collaborazione col prof. di Fisica Angelo Tartaglia presso il Politecnico di Torino; lezioni di danza in lingua Francese presso Centre Culturel Francais di Ahmedabad (queste lezioni mi hanno fatto comprendere come gli allievi apprendessero molto più velocemente la lingua associandola a una pratica corporea); DANZA E OLTRE – Cura del Movimento, Movimento che cura: ciclo di incontri tra medicina e danza in cui ad una conferenza tenuta da un medico esperto in un campo specifico viene associata la pratica di una disciplina coreutica o arte marziale (Nutrizione e danza folk indiana; Psicologia e teatro danza; Agopuntura e daoyin…)

Ho visto e avuto continue conferme rispetto ai benefici della danza e dello yoga a livello neurologico e psicomotorio. In particolare ho accompagnato una bambina, ora adolescente, fortemente danneggiata da un ictus prima dell’anno di vita e che oggi posso dire aver recuperato quasi completamente capacità motorie e neurologiche anche grazie al percorso fatto insieme. La sua diversa abilità è stata, tra le altre cose, un grande dono e stimolo per l’intera classe di coetanee.

Sono stata vicina ad allievi pazienti oncologici che hanno trovato e trovano molto beneficio dalle pratiche yoga e NAD (Metodologia Nascere alla Danza da me ideata).

Ho creato numerosi progetti a partire dal bisogno di mettere in relazione ambiti artistici diversi, scienza, etica, comunità….

Il progetto PER ACQUA nasce, ad esempio, con questa motivazione: “far scorrere, inondare, fertilizzare, fluire, riconnettere…invocando questo elemento come guida in un tempo in cui, più che mai, sbarramenti e veleni fisici e mentali sembrano ostruire il senso dell’esistere.
L’idea di base è quella di favorire la creazione di una rete di artisti/esperti/ricercatori/esseri umani che si mettano in gioco al fine di riscoprire, reinventare e mettere in circolo strumenti di consapevolezza, trasformazione e guarigione.”

Alle tavole rotonde di Per Acqua si confrontano esperti e comunità locale, movimenti ambientalisti e amministratori, ostetriche, mugnai, medici, cantanti, performers…..Lo slogan di PER ACQUA è “Vivi, creativi e liberi”.

Ho collaborato con il MAO, museo di arte asiatica di Torino ed il Muse’ des arts asiatique di Nice, proponendo un avvicinamento tra danza e arti plastiche, sia attraverso performance che includevano danza, musica dal vivo, video, ma anche in relazione diretta con le opere del museo. Nei laboratori didattici l’esperienza dell’opera d’arte veniva fatta attraverso il risveglio della relazione col proprio corpo come materiale pittorico, scultoreo, musicale etc…in una crescente sinergia e sinestesia che è stata spesso descritta dai partecipanti come terapeutica.

Ho partecipato come performer e docente a numerosi incontri del noto Festival californiano SAND/Science and non duality, fondato sull’incontro tra scienza e spiritualità.

La mia tesi di laurea così come il mio percorso nel campo della danza classica indiana affondano le radici nell’indagine della relazione tra danza, società e spiritualità.

Ho anche esplorato il campo della cosiddetta “scena sensibile” dove le tecnologie all’avanguardia incontrano la performance dal vivo.

La maggior parte delle performance o progetti da me firmati sono improntati all’incontro tra arti diverse e rispondono sempre al bisogno di stimolare una presa di coscienza rispetto al tema dell’abitare con i sensi e con senso: lo slogan in questo caso è “Abitare il Corpo per abitare il Mondo”: il Corpo come Casa a cui tornare e da cui partire per una più profonda presa di consapevolezza rispetto a chi siamo e a come abitiamo questo pianeta e l’articolato universo relazionale.

La cosa che mi da più gioia è percepire, in quanto performer la danza della coscienza di chi partecipa come pubblico all’evento; come insegnante, lo stimolare e accompagnare il risveglio della danza in ciascun partecipante, danza intesa come reinserimento nel flusso vitale danzante della Vita.
Sono convinta che l’approccio creativo e la ricerca legata al Bello possano essere di grande aiuto nel campo della Cura.
Come ricordava la grande coreograf indiana Chandralekha : “Il ‘contenuto’ del corpo e’ vasto e complesso e nelle culture indigene non esistono concetti del corpo limitati o frammentati. Il corpo viene visto come un’unita’ rispetto a se’ stesso, cosi’ come rispetto alla societa’ e al cosmo. (…)
Nell’ambito di questa cosmologia anche le arti e le scienze sono interdipendenti e vi e’ una grande ricchezza di reciproci riferimenti tra scienza e arte.
Danza, musica, architettura, scultura, yoga, medicina, dicipline linguistiche, grammatica non sono isolate, ne’ si escludono reciprocamente. Questo e’ il significato piu’ ampio di tradizione: essere integrale, integrato, integro, intero.”