Patologie esofagee

ESOFAGITE e REFLUSSO

La malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) è una condizione caratterizzata da episodi ripetuti di risalita del contenuto gastrico verso l’esofago, evento fisiologico se limitato a pochi episodi così come nella maggior parte delle persone, ma patologico se provoca sintomi che interferiscono con lo stato di benessere del soggetto. Questa patologie colpisce soprattutto il sesso maschile (rapporto maschi/femmine 2/1).
La terapia dietetiche delle patologie esofagee non si avvale di tabelle nutrizionali specifiche ma può essere disegnata con una serie di raccomandazioni dietetiche, che prevedono limitazioni qualitative e modificazioni comportamentale. Lo scopo della dietoterapia è il miglioramento delle situazioni di pirosi e del dolore retrosternale e la riduzione del reflusso. L’impostazione di adeguati consigli dietetici/comportamentali e la discussione di questi con il paziente completerà il lavoro del dietista.

DISFAGIA

La disfagia, ovvero la sensazione di difficoltà o di ostruzione al passaggio del cibo attraverso la bocca, la faringe o l’esofago. La disfagia può essere conseguente ad alterazioni anatomiche oppure a lesioni neurologiche. Le conseguenze della disfagia implicano un deficit dell’alimentazione spontanea con progressiva perdita di peso corporeo, carenze vitaminiche e minerali, disidratazione fino ai quadri di franca malnutrizione proteico-calorica. La diagnosi e il trattamento di tale sintomo rappresentano un obiettivo primario che implica una gestione multidisciplinare. L’intervento nutrizionale deve essere finalizzato a impedire la malnutrizione conseguente alla riduzione delle ingesta e ridurre il rischio di polmonite ab ingestis.

Bibliografia

“Manuale di nutrizione clinica e scienze dietetiche applicate” P.Binetti, M.Marcelli, R.Biasi – Società Editrice Universo
Groher ME: The management of dysphagia in the chronic care setting. Dysphagia.
SINPE Linee Guida per la nutrizione artificiale ospedaliera

 

Patologie gastriche

GASTRITE

La gastrite include diverse condizioni in cui si osserva lo sviluppo di flogosi della mucosa gastrica. Le gastriti possono essere suddivise in acute e croniche.
La terapia dietetica delle gastriti ha lo scopo di evitare l’ipercinesia gastrica eliminando o riducendo il consumo di quegli alimenti che possono creare irritazione meccanica della mucosa e l’ipersecrezione gastrica eliminando o riducendo il consumo di quegli alimenti che stimolano un eccesso di acidità gastrica.

Bibliografia

“Manuale di nutrizione clinica e scienze dietetiche applicate” P.Binetti, M.Marcelli, R.Biasi – Società Editrice Universo
Faber K: Chronic gastritis: its relation to achloridria and ulcer. Lancet.

 

Patologie intestinali

MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE DELL’INTESTINO (IBD)

Con il termine “malattie infiammatorie croniche intestinali” (IBD) si accumunano la retto colite ulcerosa (RCU) e la malattia di Crohn (MC). Dal punto di vista della predisposizione allo sviluppo della malattia esistono numerose osservazioni circa l’influenza di fattori genetici e di fattori ambientali (come flora batterica e fumo di sigaretta). L’andamento clinico delle IBD è caratterizzato da remissioni e recidive. La Colite Ulcerosa coinvolge esclusivamente il grosso intestino, mentre la malattia di Crohn si può localizzare all’intestino tenue e/o al colon. Gli obiettivi del trattamento nutrizionale sono: correggere gli eventuali deficit nutrizionali e raggiungere un corretto stato nutrizionale; mantenere lo stato di nutrizione dei pazienti con intestino corto non compensato. Il trattamento nutrizionale può anche essere efficace come terapia primaria perché capace di influenzare il processo infiammatorio sia inducendo la remissione di malattia acuta che trattando le complicanze. Per avere un effetto terapeutico primario la nutrizione dovrebbe bloccare l’azione di specifiche molecole infiammatorie e modificare l’ambiente intestinale.

STIPSI

La stipsi è un disturbo molto diffuso che interessa dal 2 al 27% della popolazione occidentale. La stipsi viene considerata un sintomo e non una malattia vera e propria. In molti casi è secondaria ad altre patologie.

DIVERTICOLOSI E MALATTIA DIVERTICOLARE

I diverticoli sono delle estroflessioni sacciformi, ovvero delle erniazioni degli strati che compongono la parete intestinale, con localizzazione elettiva a carico del colon e del sigma. Nella diverticolosi, che è la forma più frequente, non si hanno manifestazioni cliniche significative, mentre la malattia diverticolare è la forma attiva. La diverticolite, infine, è una complicanza flogistica della diverticolosi.
E’ ormai accertato che una dieta ricca in fibre riduce il rischio di comparsa sia dei sintomi sia delle complicanze associate associate ai diverticoli.

SINDROME DA INTESTINO IRRITABILE

Secondo i criteri di Roma II si può porre diagnosi di Sindrome da Intestino Irritabile (SII) se, in assenza di alterazioni biochimiche o strutturali, nel corso degli ultimi 12 mesi e per almeno 12 settimane sono stati presenti dolore addominale e almeno due delle seguenti caratteristiche: sintomi alleviati dalla defecazione, sintomi associati ad un cambiamento nella frequenza dell’alvo e sintomi associati ad una cambiamento della consistenza della feci. I sintomi più frequenti sono: frequenza dell’alvo anormale, consistenza delle feci alterata, presenza di muco nelle feci e meteorismo addominale. L’approccio nutrizionale è basato sulla natura e severità dei sintomi e richiede un elevato grado di personalizzazione.

Bibliografia

“Manuale di nutrizione clinica e scienze dietetiche applicate” P.Binetti, M.Marcelli, R.Biasi – Società Editrice Universo
Dieleman L.A., Heizer W.D.: Nutritional issues in infiammatory bowel disease. Gastroenterology Clinics of North America
SINPE Linee Guida per la nutrizione artificiale ospedaliera 2002

 

SINDROME DA MALASSORBIMENTO

Il malassorbimento intestinale è una sindrome caratterizzata da un incompleto assorbimento di nutrienti; può essere generalizzato, parziale o selettivo e può essere secondario a patologie del tenue, del pancreas o epatobiliari. E’ possibile differenziare inoltre malassorbimenti da prevalente difetto endoluminale (di origine pancreatica, biliare o da inattivazione enzimatica come l’intolleranza al lattosio) oppure malassorbimenti da prevalente difetto parietale (celiachia, malattia di Crohn, linfomi, ecc). La Sindrome da malassorbimento è caratterizzata da un variegato insieme di segni e sintomi causati dalla carenza selettiva o generalizzata dei nutrienti. I segni classici della Sindrome da malassorbimento sono rappresentati dalla diarrea, dalla steatorrea e dal calo ponderale. Tuttavia, questa sindrome si può presentare anche in modo meno conclamato. Per l’approccio terapeutico ed il conseguente trattamento nutrizionale, è necessario confermare l’esistenza della sindrome e definirne l’eziologia. La steatorrea è un segno di un conclamato malassorbimento dei grassi e delle vitamine liposolubili e di alcuni sali minerali come Calcio, Magnesio, Zinco e Selenio.
Gli obiettivi dell’intervento nutrizionale sono l’eliminazione delle sostanze provocanti malassorbimento, reintegrazione dei liquidi, aumento dell’apporto calorico e proteico, riduzione dell’apporto lipidico e dell’acido ossalico e integrazione di vitamine e sali minerali.

Bibliografia

“Manuale di nutrizione clinica e scienze dietetiche applicate” P.Binetti, M.Marcelli, R.Biasi – Società Editrice Universo
R.Tortora, F.Zingone, C.Ciacci: Il percorso diagnostico nel malassorbimento

 

SINDROME DELLA PERMEABILITA’ INTESTINALE

L’intestino con flora batterica compromessa a sua volta compromette la produzione di enzimi digestivi, perdendo le normali condizioni biochimiche, relative a pH, vitamine, peptidi e batteri, genera infiammazione minima submucosale secondaria, tale da alterare alcuni pattern enzimatici presenti sulle membrane cellulari, in particolare sui microvilli. In condizioni normali i microvilli permettono la digestione fisiologica e l’assorbimento dei micronutrienti, mentre in condizioni anomale si determina il passaggio di macromolecole oltre la barriera gastrointestinale. Evidenze sperimentali suggeriscono che la disfunzione delle giunzioni strette sia concausa per l’insorgenza di malattie infiammatorie immunologiche sistemiche, malattie infiammatorie intestinali, allergie alimentari e celiachia. Ciò sembra inoltre partecipare all’evoluzione dell’Autismo. Si è individuato, nell’ingestione inconsapevole di inquinanti biologici (micotossine) e conseguente disbiosi e scorificazione da Candida, i fattori determinanti questa Sindrome.
Attualmente, uno degli obiettivi dei ricercatori è di comprendere i delicati equilibri immunologici legati probabilmente al consumo di alimenti ricchi in glutine.

Bibliografia

M.Proietti: La sindrome della permeabilità intestinale, celiachia, sensibilità al glutine, spettro autistico, micro tossine e tolleranza immunologica.

 

MALATTIA CELIACA

La malattia celiaca (MC) o celiachia, è un’intolleranza permanente al glutine, in particolare ad una sua frazione proteica, la gliadina. Il glutine è un complesso proteico che si trova in alcuni cereali come frumento, orzo, segale e farro. La MC può essere considerata un’anormale risposta immunologica dovuta all’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti, che determina un’alterazione infiammatoria della mucosa intestinale con conseguente malassorbimento.
L’unica terapia conosciuta al momento per la cura della celiachia è un’alimentazione rigorosamente priva di glutine da seguire per tutta la vita. La dieta senza glutine garantisce al celiaco una crescita, uno stato di salute e una aspettativa di vita del tutto sovrapponibili a quelli di un soggetto sano. L’importanza della dieta rigorosa è dimostrata dal fatto che l’assunzione di glutine, anche in piccole quantità, è in grado di provocare un danno alla mucosa enterica.

Bibliografia

Associazione Italiana Celiachia: Vademecum del celiaco – Edizione aprile 2002
“Manuale di nutrizione clinica e scienze dietetiche applicate” P.Binetti, M.Marcelli, R.Biasi – Società Editrice Universo

 

DIABETE MELLITO

Il diabete mellito è una sindrome metabolica eterogenea ad eziologia diversa caratterizzata da iperglicemia cronica secondaria a difetto assoluto o relativo della secrezione insulinica, a ridotta sensibilità dei tessuti periferici all’ormone o ad entrambe. Il diabete ha diverse classificazioni: diabete mellito di tipo I che comprende quei casi caratterizzati da prevalente distruzione β cellulare e cheto acidosi; diabete mellito di tipo II che è una sindrome eterogenea che può essere caratterizzata da insulino-resistenza e/o da deficit della secrezione insulinica. Esistono inoltre altri tipi di diabete come forme secondarie a patologie endocrine, all’assunzione di farmaci e/o sostanze tossiche e a sindromi genetiche e il diabete gestazionale. Tra le complicanze acute del diabete, la cheto acidosi rappresenta una condizione di grave scompenso metabolico soprattutto del diabete mellito tipo I. Mentre nel diabete mellito tipo II la complicanza acuta più caratteristica è la sindrome iperglicemica iperosmolare chetosica ed è spesso correlata a alterazioni della funzionalità renale e cardiocircolatoria.
Lo scopo della terapia nutrizionale del diabete è di contribuire a ottimizzare e mantenere entro valori normali la glicemia per prevenire l’insorgenza delle complicanze croniche, ottenere un profilo lipemico idoneo a ridurre il rischio cardiovascolare, prevenire e trattare le complicanze micro e macrovascolari.

Bibliografia

“Manuale di nutrizione clinica e scienze dietetiche applicate” P.Binetti, M.Marcelli, R.Biasi – Società Editrice Universo
Società Italiana di Diabetologia: il Diabete Mellito: Guida Pratica. Kurtis Ed. 1997

 

OBESITA’

L’obesità è la patologia da malnutrizione più frequente nei Paesi industrializzati. Questo problema medico ha grande rilevanza sociale e impone interventi sempre più specifici nel campo della prevenzione e dell’educazione alimentare; è, infatti, la corretta alimentazione, oltre agli interventi sullo stile di vita, uno dei presidi terapeutici più importanti nella prevenzione e nella terapia dell’obesità.
Per obesità si intende generalmente un eccessivo accumulo di grasso corporeo che si verifica quando l’introito calorico eccede il dispendio energetico.

Bibliografia

LiGIO ’99: Linee Guida Italiane Obesità. 1999
“Manuale di nutrizione clinica e scienze dietetiche applicate” P.Binetti, M.Marcelli, R.Biasi – Società Editrice Universo

 

DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

I disturbi dell’alimentazione sono caratterizzati dalla presenza di alterazioni del comportamento alimentare. Sotto la denominazione comune “Disturbi del comportamento alimentare” (DCA), secondo il DSM IV, si raccolgono quattro quadri clinici d’interesse psichiatrico e internistico:
Anoressia nervosa
Bulimia nervosa
Disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati (Eating Disorders N.A.S.)
Binge-eating

Bibliografia

DSM-IV, 1994
“Manuale di nutrizione clinica e scienze dietetiche applicate” P.Binetti, M.Marcelli, R.Biasi – Società Editrice Universo

 

DEMENZE E MALATTIE NEUROLOGICHE EVOLUTIVE

Demenze, Morbo di Parkinson, Sclerosi Multipla e Sclerosi Laterale Amiotrofica sono malattie neurologiche evolutive di larga diffusione aventi in comune una lenta perdita di autonomia che può impedire una alimentazione adeguata.
Il Morbo di Parkinson è una patologia progressiva che si evidenzia dopo i 50 anni, associata alla distruzione e perdita di funzione delle cellule della Sostanza Nera cerebrale producenti dopamina, trasmettitore che modula l’attività di alcune zone cerebrali che controllano l’attività motoria. La prevalenza varia da 150 a 200 casi su 100.000. Nelle fasi avanzate di malattia è presente disfagia per incoordinamento motorio di tutte le fasi della deglutizione, con rischio di polmoniti ab ingestis. Il calo ponderale sembra legato allo stadio di malattia: alcuni studi testimoniano una alta prevalenza di obesità a 10 anni dalla diagnosi, mentre a 14 sembra prevalere il sottopeso. E’ stato dimostrato un meccanismo competitivo di trasporto attraverso la barriera cerebrale tra aminoacidi neutri come Fenilalanina, Leucina, Isoleucina e il farmaco per la terapia sostitutiva, precursore della dopamina, la levodopa. Quindi nelle fasi avanzate di malattia è indicata una dieta con quantità di proteine strettamente fisiologici per stabilizzare meglio il flusso del farmaco attraverso la barriera cerebrale. Una redistribuzione nella giornata del carico proteico il più possibile alla sera in modo da permettere una funzione motoria migliore durante la giornata.

La Demenza è un deterioramento graduale e progressivo delle funzioni cognitive con deficit mnemonico e delle capacità esecutive. La prevalenza delle demenze varia con l’età. Il Morbo di Alhzeimer costituisce il 50-70% delle demenze. La perdita di peso con malnutrizione è comune nella demenza ed è progressiva. Agnosia per il cibo e disfagia sono comuni.
La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una patologia rapidamente progressiva dei motoneuroni con una perdita graduale del controllo muscolare. Ne sono colpite le facoltà cognitive e i nervi sensitivi. La degenerazione nervosa causa una rapida atrofia muscolare. Le lesioni nervose causano progressiva debolezza muscolare. I problemi più gravi sono la severa dispnea per insufficienza dei muscoli respiratori, la disfagia con calo ponderale per sottonutrizione e la disartria.

La Sclerosi Multipla è una patologia autoimmune causata da lesioni multiple cerebrali e del midollo spinale con graduale distruzione della mielina. Il decorso è cronico e variabile, con due forme, progressiva cronica ed intermittente remittente. I sintomi possono ridurre l’attività fisica e se le abitudini alimentari non variano vi può essere aumento ponderale nei primi stadi di malattia. I disturbi della deglutizione sono comuni nel 43% dei pazienti.
L’alimentazione di un paziente con queste patologie non sono influenzate solamente dalla presenza di disfagia, ma possono intervenire altri fattori come inappetenza, depressione e difficoltà di coordinazione. La stitichezza si presenza frequentemente nei pazienti con patologie neurologiche degenerative per un rallentamento della funzionalità intestinale dovuta ai farmaci e all’immobilizzazione.

Bibliografia

“Manuale di nutrizione clinica e scienze dietetiche applicate” P.Binetti, M.Marcelli, R.Biasi – Società Editrice Universo

 

La descrizione delle patologie sopra indicate è stata elaborata dalla dott.ssa Elisa Gennaro, dietista.

Si sottolinea che l’eventuale diagnosi delle patologie e le relative terapie verranno attuate degli specialisti del Poliambulatorio specialistico La Torre e di Apeiron il Centro Servizio de La Torre. In particolare in ambito: di medicina interna, endocrinologia, neurologia e psichiatria, psicologia con colloqui cognitivo comportamentali e programmi di musicoterapia, pietistico conseguente a prescrizioni sanitarie, logopedico mediamente una valutazione logopedica e sostegno del ripristino masso fisioterapico mediante valutazione delle condizioni motorie e pianificazione ed effettuazione di un programma riabilitativo, rivolto a contesti di prevenzione, cura e mantenimento, conseguenti alle prescrizioni sanitarie, erboristico con valutazione e supporto della dieta con integratori alimentari conseguenti alle prescrizioni sanitarie, mediante apparecchiature biomedicali non invasive (Biofeedback, QRS, Sequex, Regenoterapia) conseguenti alle prescrizioni sanitarie.