Principio Formativo

Per i terapeuti che desiderano tornare a essere scienziato, filosofo, artista, ricercatore, in quel senza tempo che è il mistero della vita e della morte. Riparatore di disordine, garante del triplo equilibrio, attraverso il fil rouge dell’anima sua e del suo paziente entangled. Ministro della natura-cultura che tornano insieme.
Come formarsi ad essere medici e terapeuti dunque in questo modo?
Come conoscere i risultati della scienza d’avanguardia e al tempo stesso sviluppare l’umanità, l’etica, la filosofia che permettono ad un medico e ad un terapeuta di essere degno di questo nome, sposandole alla migliore competenza scientifica attuale?
Di fronte al modello dominante delle società industrializzate della Techne, che si sono rivelate profondamente destrutturanti per la diversità biologica (ecocidio), per la diversità culturale (etnocidio) e per l’originalità individuale (egocidio), in un processo di globalizzazione che è l’opposto della libertà, oggi, la strada possibile per la salute globale è il recupero dei valori ecologici, culturali, umani e spirituali in un approccio multidisciplinare e sincretico di profondo rispetto del creato e delle creature. Abbiamo già letto di Thomas Stearns Eliot “Oxford è piacevole, ma vorrei che non fosse morto”, preoccupato che la Sua università fosse diventata estranea e impotente di fronte ad un altro dramma. L’Europa alla vigilia dei conflitti mondiali.

Una medicina dell’unicità e dell’identità, tra finitudine e utopia, ad un tempo il limite e la forza.
Nasce un percorso triennale in cui verranno trasmesse le conoscenze di avanguardia della nuova medicina e recuperata la sapienza umanistica, etica, metafisica in un percorso trasformativo per il medico e il terapeuta stesso, secondo quanto é stato scritto sul frontone del Tempio di Delfi, “conosci te stesso“.
Alla scoperta di conoscenze antiche, miti apparentemente sconfitti, alla ricerca dell’essenza umana più profonda.
“Ci sono cose che sfuggono alla fisica del mondo, presenti nella loro assenza, visibili nella loro invisibilità. Sono essenziali, decisive, fatali: destinano il corso della Vita, della morte, del mondo”.

Amore per la tradizione e la rivoluzione conservatrice che ne discende, preferenza per la comunità rispetto all’individuo, filosofia del ritorno come nostalgia delle origini, amor fati: l’accettazione della Vita. Collegati nella cosmogonia del mondo.

Oggi, in una società schiacciata su un presente assoluto, in cui la differenza è condannata e negato il confine che protegge, proponiamo la fede, nel suo etimo più profondo di πιστις, di salda fiducia, fedeltà, che crede nel possibile oltre il limite, la fede che è amore per la luce, per uscire da questo mondo e questo tempo, riconoscendone i limiti e trascendendoli, alla ricerca di nuovi orizzonti, oltre la caducità della nostra esistenza.

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