Sinestesia NeuroEstetica

 

 

La scienza della bellezza: una prospettiva neuroscientifica sull’arte.
L’esperienza del bello, ricavata da fonti sensoriali come le arti visive e la musica, o da contesti morali o da esperienze cognitive come la matematica, correla con l’attività in un’unica parte del cervello emotivo, l’area A1 della corteccia mediale orbitofrontale (mOFC). Di più, l’intensità dell’attività in questa struttura durante le esperienze estetiche è direttamente collegata alla intensità dichiarata dell’emozione estetica. Questo solleva importanti questioni circa il ruolo e gli usi del bello, non solo nella nostra esperienza quotidiana ma anche per i nostri sforzi di capire la struttura dell’universo in cui i nostri cervelli sono evoluti, attraverso la bellezza che esperiamo delle formule matematiche.

Contaminazioni
Viviamo un tempo nuovo, dove il confine delle discipline si fa meno netto. L’innovazione chiede alla medicina un confronto con linguaggi, settori di ricerca e d’insegnamento che disegnano l’orizzonte di possibili, futuri sviluppi. L’estetica e la filosofia morale, l’informatica e la computer science, le telecomunicazioni ma anche i linguaggi dell’arte e della fiction cinematografica e televisiva.

Ricercare (Undique versum)
Gli elementi  sinestetici, accostamento di sfere sensoriali diverse, all’interno dell’Uomo.
La parola diventa suono che disegna e parla (phone Kai schema, Platone), sinestesia ed estetica, indisgiungibilmente uniti, fusi, ma non confusi e, se distinti, non distanti. L’intuizione lirica coincide con l’espressione: una parola, un colore, un suono formano la loro autonoma espressione del sé.

Estetica (aistetikos = percepibile)
Lo studio della bellezza ed il gusto nel giudicarlo.
Scienza della conoscenza sensibile, completamento della logica che ha come scopo la conoscenza della verità.
E, con Kant, diventa trascendente a significanza dei principi “ a priori” dell’esperienza sensibile.

“Esperienza sensoriale involontaria e sistematica indotta da uno stimolo non correlato. Lo straordinario potere dei nostri sensi”

Io guardo
Io ascolto
Io sfioro
Io assaporo
Io scopro
Io scelgo

Di fronte a una perdita sensoriale, l’area visiva può rispondere a input sonori e tattili, quella uditiva a input tattili e visivi.

Flessibilità che sussiste anche se la perdita sensoriale non è avvenuta in età precoce.
Diminuzioni minime delle capacità sensoriali possono creare una plasticità percettiva compensatoria.
I miopi che portano gli occhiali sono più bravi a ecolocalizzare, rispetto alla maggior parte dei normovedenti; l’angolo spaziale è migliore.
La neuroplasticità compensatoria controbilancia la riduzione sensoriale meno grave.
Collegare gli occhi ai centri uditivi del cervello induce una risposta da parte di quest’area a input visivi.
Collegare le orecchie ai centri visivi del cervello induce reattività uditiva nell’area in questione.
Le aree percettive del cervello sono state progettate intorno agli input multisensoriali.
I sensi dialogano costantemente, anche nelle aree del cervello ritenute specifiche di un solo.
La labiolettura attiva precocemente i centri uditivi.
Il dialogo tra i sistemi sensoriali parte quando l’input del parlato arriva al cervello.
Quando cerchiamo a tentoni le chiavi in tasca o eseguiamo qualche attività di tatto spaziale impieghiamo le aree visive del cervello: tatto e vista.
Lesioni cerebrali temporanee nell’area visiva del cervello, possono compromettere le capacità di tatto spaziale.
L’identificazione di alcuni oggetti al tatto induce attività nell’area visiva del cervello, che risponde alle stesse localizzazioni visive.
Le parti visive del cervello sono ricettive alla localizzazione di oggetti, che vengono percepiti attraverso il tatto o la vista.
Gli stessi input funzionano per le orecchie o per gli occhi.
Gli occhi rilevano i colori, e le orecchie i suoni.
I sinesteti preservano collegamenti cross-sensoriali di basso livello che nella maggior parte della popolazione vengono sfrondati dopo l’infanzia
(o mancano di processi inibitori che impediscono ad alcuni segnali di passare da un’area sensoriale del cervello all’altra).

Ma le associazioni vanno oltre, verso l’epigenetica, l’ esperienza sensoriale personale. E noi?

Le nostre percezioni sono le stesse
colori più chiari per le note alte,
più scuri per le basse,
vividi per il piano,
diluiti per il violino,
figure arrotondate per i bassi,
spigolosi per le alte.

L’ipnosi, rimuovendo influenza inibitoria, reinduce sinestesie perdute dopo lo sfrondamento neuronale del post infanzia.
E come l’ipnosi, il gusto, l’olfatto, esperienze che rimangono spontanee e vivide.
Il nostro diritto acquisito alla sinestesia.
Kenny sposa il lavandin agli alberghi di tendenza,
il limone al giallo,
il mandarino e le spezie al rosso
note floreali a the bianco al marmo e all’acciaio.

La teoria dei colori di Goethe e la loro azione morale, dà il via alla nascita e l’essenza dei colori, su come la luce riesce a tesserli quali movimenti dell’anima.
Nel “Goetheanum” (1914-1918) l’esperienza dei colori suscita le immagini in progressione, lavorando sugli accordi, un blu delicato, una macchia gialla, un piccolo tocco lilla che circonda con verde chiaro e, in basso, un violetto unito al blu per chiarire come dal coloro nasca l’idea e, quindi, la “totalità”, la sinfonia organizzata dalle figure, dai gesti e dalle forme suggerite dall’armonia cromatica.

“Se ci si immergerà nel mondo fluttuante dei colori vivendolo correttamente, si troverà che da esso scaturiranno figure che porteranno ad espressione i segreti dell’universo, l’anima dell’universo. Dalla creatività del colore sorgerà un mondo che si configurerà, si differenzierà interiormente, un mondo che ha una sua essenzialità. La forma nascerà dal colore. Si percepirà che non soltanto vivrà nel colore, ma che il colore genererà la forma da se stesso, che cioè la forma è opera del cuore”.

Gioco raffinato di oggi, acquisizioni fondamentali, ieri, per l’evoluzione del linguaggio.
Al di sotto della nostra soglia di consapevolezza, viviamo in un mondo parallelo sorretto dal retaggio dell’evoluzione.
Neuroplasticità, cooperazione nel serraglio responsabile della percezione multisensoriale.
Intrinseca a qualsiasi azione umana e che chiamiamo intuito o percezione implicita.
In ogni caso possibili da studiare e conoscere.
E’ tutto li, in attesa di aiutarci a riscoprirlo.

Modo di Vita, un bios,  aspirazione alla conoscenza e alla saggezza.
Uomo senza vincoli di spazio e tempo.
Un uomo che realizza, qui sulla terra, qualcosa di universalmente valido e di riproducibile anche da altri.

L’odorato è la terra
il gusto è l’acqua
la vista è il fuoco
l’udito è lo spazio
il tocco è il vento

 

http://www.alessandrianews.it/novi-ligure/disturbi-musicali-incontro-biblioteca-36891.html

Armonia dentro una nota musicale

http://www.ansa.it/piemonte/notizie/2014/09/09/a-torino-il-festival-della-sensorialita_fafbaddc-4f95-4426-a5ef-bebfeaef8673.html

 

 

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