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Sistema immunitario

Immunologia

L’immunologia sta vivendo un grande momento di espansione.
Nata con il contributo nell’eradicazione di malattie infettive attraverso i vaccini, è oggi il motore, insieme alla genetica molecolare, della rivoluzione biotecnologica.

Lo spettro delle patologie in cui sono coinvolte risposte di tipo immunitario è enormemente ampliato. Fino a poco tempo fa si pensava che le difese immunitarie fossero coinvolte nelle patologie infettive, nelle malattie autoimmuni e nel controllo del rigetto in trapiantologia.
Oggi il discorso sui tumori é in piena espansione e si sono aggiunte malattie, come quelle cardiovascolari di cui non si sospettava il coinvolgimento dell’immunità. Per esempio oggi sappiamo che per l’infarto dai grossi vasi il genotipo IL.1 ha un peso maggiore dell’ipercolesterolemia.
Non sempre i dati disponibili hanno consentito di sviluppare farmaci in grado di risolvere le patologie, ma rappresentano la strada del futuro.

Le informazioni circa il ruolo dell’immunologia nella lotta contro i tumori sono numerosissime. Vanno comunque interpretate con estrema cautela e per ora le applicazioni terapeutiche sono limitate. Per lo più alla diagnostica attraverso l’utilizzo di anticorpi monoclonali. Il loro impiego nella pratica clinica, oltre a malattie dei sistema ematopoietico (mieloma) è per lo più limitata a tipi ben definiti di neoplasia (tumori vescicali localizzati). Anche perché spesso non esiste un immunodeficit, ma piuttosto un difetto di comunicazione tra le linee di sottopopolazioni linfocitarie implicate nel processo.
Un target importante è rappresentato dal binomio infiammazione/cancro. Si iniziano a conoscere i meccanismi all’origine del legame: l’infiammazione rappresenta il combustibile che tiene acceso il motore di alcuni processi all’origine dei tumori.
Una molecola antinfiammatoria può avere attività antitumorale nei pazienti con adenomatosi familiare del colon.
Le malattie autoimmuni sono in aumento. Per un mancato riconoscimento del “se”, ovvero dell’individualità specifica delle cellule (o di suoi componenti), sempre più violate da agenti fisici, chimici, batterici. Il sistema di difesa ha difficoltà ad individuare, come proprie, cellule che hanno avuto dei cambiamenti morfologici ed inizia un processo di autodifesa mirato ad eliminarle. Così nell’artrite, nel lupus, nella sclerodermia, nella tiroidite ed in altre patologie meno frequenti che rientrano appunto nel capitolo delle autoimmuni. Esistono terapie immunologiche, spesso combinate che, anche se non in grado di determinare la guarigione, possono curare i soggetti colpiti, nell’obiettivo di indurre remissioni prolungate e migliorarne la qualità della vita.

Per approfondire
https://www.topdoctors.it/articoli-medici/immunoterapia-oncologica-i-progressi-nel-trattamento-dei-tumori

https://www.scienzaeconoscenza.it/blog/cancro-medicina-alternativa-cure-naturali/tumore-fitoterapia-pnei?fbclid=IwAR2822hrAXoTmq02WR8M59cfTHbbn55lT4MBPoLLLpG5YBU0xSkphBJPAZs
https://www.tecnichenuove.com/immunologia-e-fitoterapia.html

https://www.tecnichenuove.com/curare-il-diabete-con-le-piante-medicinali.html

Il cancro: pirata molecolare

soffione

Cure palliative

“Non possiamo comprendere la vita
se in qualche modo non ci spieghiamo la morte”
Pirandello

Secondo la definizione data dall’OMS nel 1990, le Cure Palliative (CP) sono
“la cura attiva, totale dei pazienti la cui malattia non risponde più ai trattamenti curativi …
lo scopo delle CP è il raggiungimento della migliore qualità di vita per i pazienti e per le loro famiglie …
le cure Palliative affermano la vita e considerano il morire come un processo naturale, non affrettano né pospongono la morte, offrono il sollievo dal dolore e dagli altri sintomi…
integrano gli aspetti psicologici della cura del paziente … offrono un sostegno ai pazienti per consentire loro di vivere il più attivamente possibile fino alla morte …
offrono un sostegno alla famiglia per affrontare la malattia e il lutto …”

IL RUOLO DELLO PSICOLOGO NELLE CURE PALLIATIVE

Gli aspetti organici e psicologici della malattia oncologica sono vissuti intensamente dal malato, dalla sua famiglia, dal personale assistenziale e dai volontari. Nella maggior parte dei casi prevale un interesse per la dimensione organica, mentre la dimensione psicologica passa in secondo piano.

Questo atteggiamento mentale nasconde fenomeni importanti per la comprensione di come sia vissuta l’esperienza della malattia dal soggetto – quali i meccanismi di difesa utilizzati dal paziente per fronteggiare l’angoscia, le alleanze e i conflitti tra i componenti della famiglia e i membri dell’équipe curante, il bisogno di controllo sulla situazione perseguito tramite una persistente propensione al fare, o tramite un atteggiamento fatalistico e distaccato.

Questa reazione si riscontra nei familiari e nelle figure sanitarie che, condizionati nelle loro capacità di tollerare la sofferenza e la depressione dell’altro e di elaborare i propri lutti, finiscono per non cogliere l’esperienza del malato e della sua malattia e si difendono da eventuali problematiche personali, mantenendo un rapporto con il malato staccato dal loro mondo interno. E’ dunque evidente quanto la competenza psicologica sia utile per cogliere le dinamiche che si manifestano in varie situazioni famigliari e professionali e per fornire adeguati atteggiamenti e modalità d’intervento.

Inoltre, è importante che la richiesta d’intervento psicologico sia esplicita e che quindi il malato e la famiglia siano consapevoli delle proprie difficoltà: spesso sono proprio il medico o l’infermiere a portare il malato o il familiare ad acquisire un livello iniziale di consapevolezza, che induce il bisogno di un intervento psicologico specifico.

All’interno del poliambulatorio Medico “la Torre” operano psicologi esperti in questo campo che intervengono sia verso i pazienti e i loro familiari, sia verso il personale curante.
L’intervento psicologico è di breve-media durata, caratterizzato da alcuni cicli di colloqui psicologici in cui gli obiettivi variano a seconda del destinatario.

“Voi vorreste conoscere il segreto della morte?
Ma come potete scoprirlo, se non cercandolo nel cuore della vita?
Il gufo i cui occhi notturni sono ciechi al giorno, non può svelare il segreto della luce.
Se davvero volte conoscere il segreto della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita.
Poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una cosa sola sono il fiume ed il mare”.

Kahlil Gibran

Dottoressa Anna Traversa

fitoterapia

Fitoterapia

“La scienza non fa veri progressi se non quando
una verità nuova trova un ambiente pronta ad accoglierla”.
Pëtr Alekseevic Kropotkin

Gli ultimi 30 anni hanno visto un enorme sviluppo di studi scientifici volti a dimostrare l’importanza dei prodotti nutraceutici (medical food, integratori alimentari) nel prevenire o ridurre il rischio delle malattie croniche. Ci occupiamo di verificare l’efficacia di sostanze già storicamente e tradizionalmente utilizzate e valorizzare proprietà non sempre sufficientemente studiate che alimentano la speranza dei malati.

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Chi è?

Una Ricerca senza confini, libera da pregiudizi,
che trova nella risonanza e comunicazione
tra discipline convenzionali e non convenzionali
l’occasione dell’alleanza terapeutica.

Il dottor Maurizio Grandi è oncologo e immunologo.  Specialista in Oncologia Clinica all’Università di Torino, Specialista in Immuno-Ematologia presso l’Università di Ferrara. Si è perfezionato in Bioetica, (Università di Milano) in Fitoterapia presso l’I.P.I. di Bruxelles.

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