“Le cose grandi ai grandi, gli abissi ai profondi, le finezze ai sottili e le rarità ai rari.” (Nietsche)
Che cos’è
La fitofarmacologia è la scienza che studia l’azione terapeutica delle piante.
Ogni pianta è una combinazione unica di sostanze, un sistema intelligente che ha imparato a difendersi, adattarsi e guarire.
Quelle stesse molecole che aiutano le piante a sopravvivere diventano per noi strumenti di cura.
Dal greco farmacon (φάρμακον): medicamento e veleno, insieme.
Tutto è questione di dose, sinergia e relazione.
Un po’ di storia
Le piante sono le medicine dei Popoli.
Nel cuore delle foreste, tra riti, racconti e gesti ancestrali, vivono saperi millenari.
La fitoterapia è cultura orale e sperimentazione, scoperta condivisa.
Prima dell’industria, prima dei brevetti, la conoscenza passava di mano in mano, custodita come un tesoro invisibile.
Come funziona
Le piante producono fitocomplessi: insiemi di molecole che agiscono in modo coordinato.
Non una sola sostanza, ma una rete di segnali che modulano il nostro organismo su più livelli:
Interazione con recettori enzimatici e cellulari
Effetti dose-dipendenti (azione mirata o sistemica)
Modulazione multifattoriale (in base a stato fisiologico e ambientale)
Una pianta non è mai solo una pianta: è la somma della sua luce, dell’acqua ricevuta, del terreno in cui è cresciuta, dell’aria che ha respirato.
Su cosa agisce
La fitofarmacologia non colpisce un singolo bersaglio.
Agisce sul sistema intero attraverso:
Supporto alla risposta immunitaria
Regolazione del metabolismo
Protezione dai radicali liberi
Recupero della simmetria tra funzioni corporee
A confronto:
Silver Bullet: il farmaco di sintesi colpisce un solo bersaglio.
Herbal Shotgun: il fitocomplesso agisce su più vie contemporaneamente.
I nostri strumenti
Il nostro impegno vede insieme arti e campi del sapere diversi:
Antropologia - il viaggio
Esplorare il Mondo per capire l’Uomo.
Il viaggio era andare là dove nessuno, o pochi, erano stati, per esplorare terre sconosciute, a costo di sacrifici, fatiche, rischi, per svelare l’ignoto. Il viaggiatore rispettava il luogo e la sua anima con rispetto e delicatezza per scoprirne i misteri.
Biomimica e Etnobotanica - la scoperta
Ricerca istintiva del farmaco, attraverso le esperienze maturate sul campo, consolidate dall’esperienza millenaria. Riconoscere, classificare, per dare nome e vita a quella specie botanica nell’ecosistema della foresta.
Etnofarmacologia - la trasformazione
Istinto e ragione per sposare tradizione e chimica. Selezione di specie vegetali ricerca dei principi attivi da identificare e isolare, modalità di preparazione, valutazione dell’efficacia, della tossicità, controllo qualità.
Bioeconomia: le risorse biologiche non crescono al ritmo in cui vengono utilizzate, non sono infinite e non possono essere prelevate senza limiti. I materiali scartati devono essere riutilizzati per dare vita alla vita.
Etnomedicina - il rito
Coltivare è sacrificio. Custodirne la memoria è missione eterna. Senza memoria non ci può essere futuro, nelle storie vi è la speranza di ritrovare il senso, per curare l’Uomo.
Qualità
La complessità implica profondità, attenzione, ricerca costante.
Fra i fattori che influenzano il metabolismo cellulare contribuendo alla qualità del fitocomplesso:
- ambiente (temperatura, umidità dell’atmosfera e del suolo, composizione, fertilizzanti, natura delle radiazioni in funzione della latitudine, durata dell’esposizione alla luce);
- contaminazione (metalli pesanti, droghe sintetiche, diserbanti, antiparassitari, anticrittogamici);
- tempo balsamico (momento della raccolta/mietitura);
- selezione delle parti della pianta utilizzata (i procedimenti utilizzati per l’ottenimento della preparazione normalmente modificano la composizione chimica del fitocomplesso);
- la filière (tempi di essiccamento, prevenzione a meccanismi di degradazione o fermentazione, processi di lavorazione, stoccaggio e trasporto in relazione alla perdita di costituenti volatili);