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cielostellato

Lo Spirito dentro la Materia

L’infinito nel finito, il finito nell’infinito.

Zeffirelli (15.6.19), Leonardo da Vinci (2.5.1519), Galileo Galilei (8.1.1642), Dante Alighieri (21.6.1265). Toscani, duttili, poliedrici, imprevedibili e spettacolari, incarnazioni perfette della bellezza nella loro arte e nel loro tempo.

Solo attraverso la bellezza possiamo comprendere la verità (Platone).
Intuizione, creatività «calde» non «fredde» come la sola professionalità.
«Il genio italiano ha usato con libertà ed eleganza ciò che ha preso in prestito essendo il genio più ricco, che più poteva donare» (Friedrich Nietzsche).

Dare forma alla Materia.
La materia del nostro universo, rarefatto, vecchio e freddo, è diversa dall’universo bambino, incandescente e di densità immensa. Per conoscerla dobbiamo riportare la materia alle altissime temperature originali. In un viaggio a ritroso nel tempo.
Scordiamo i condizionamenti quotidiani, le leggi che regolano la vita non sono le stesse in tutto l’universo, la nostra verità sia solo un fenomeno culturale.
Solo da pochi milioni di anni, viviamo, per una durata infinitesima, rispetto ai cicli di qualunque processo cosmico; abitiamo un tiepido pianeta, ricco di acqua, protetto da un campo magnetico che, magica coperta, assorbe i raggi ultravioletti, scherma gli effetti devastanti dei raggi cosmici e gli sciami di particelle.
Il Sole è una stella di media grandezza, abita una regione tranquilla, periferica della galassia.
26,000 anni luce di distanza dalla Via Lattea.
Nel MICROCOSMO i componenti elementari della materia danzano caoticamente fluttuano, oscillano, interagiscono cambiano natura freneticamente.
Le leggi della meccanica quantistica, sono dominate dal caso e dal principio di indeterminazione. Tutto ribolle in una straordinaria cangiare di stati e possibilità.
Le leggi nel MACROCOSMO acquistano regolarità, persistenza, ordine ed equilibrio.

Spazio-tempo dell’universo, non c’è un prima, non c’è al di fuori.

Il tempo senza tempo.
Oriente è l’Aurora che nasce a levante, estraneo alla storia. Occidente sente e’ divenire incessante, avverte il passato, che ne è la memoria, vive il presente, in prospettiva del futuro.
L’orologio è occidentale: tempo protratto all’infinito con moto circolare.
La meridiana è la corporeità fisica (il raggio di sole, il passare delle stagioni). La clessidra è un tempo immediato. Il presente è sinestesia tra passato e futuro.
È inesatto dire che i tempi sono tre: passato, presente e futuro. Forse sarebbe esatto dire che esiste il presente: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Queste tre specie esistono nell’animo.
Il presente del passato è la MEMORIA,
il presente del presente è la VISIONE,
il presente del futuro è l’ATTESA (Confessioni XI, 20 Agostino).
Non si può vedere se non ciò che è.
Allorché si dice di vedere il futuro, non si vedono cose, ancora inesistenti, cioè future, ma le loro cause o i loro segni, già esistenti (Agostino, Confessioni 24).

L’universo nasce dieci e venti miliardi di anni fa, da uno stato iniziale, l’atomo primordiale, in espansione (Lemaître). La scienza torna al racconto mitologico dell’uovo cosmico.
Al collegamento fra microcosmo e macrocosmo della Genesi biblica.
Fred Hoyle, considerava ripugnante la teoria di Lemaître.
Alla Bbc, nel 1949, la definì «teoria del Big Bang».
Il mistero dell’origine (nell’ipotesi più semplice): un universo a energia totale non ha bisogno di nulla per concentrare l’iniziale quantità di materia e energia che oggi ha subito una metamorfosi.
Minuscole fluttuazioni del liquido primordiale.
Aphros: Afrodite, nata dal sangue e dallo sperma di Urano, che fa ribollire le acque placide di Cipro.
Una sostanza nuova produsse energia positiva, la pressione che ne derivò, negativa, determinò l’estensione del mondo.

Un mondo senza fluttuazioni non avrebbe prodotto stelle, galassie, pianeti; un universo perfetto non dona il vento della primavera il sorriso delle fanciulle.
I bosoni di Higgs scorrazzavano liberi, congelandosi e cristallizzandosi.
Per sopravvivere alle temperature gelide, si nascosero nel vuoto. Oggi, tornano sulla Terra, 13,8 miliardi di anni dopo, attraverso collisioni di energia.
Il campo di Higgs, ruppe la simmetria dell’universo primordiale.
Le particelle elementari, si differenziarono secondo l’intensità dell’interazione, acquisendo masse diverse.
La materia, cambio di stato: raffreddando l’elio a 269 gradi sotto zero, il gas diviene liquido e «ribolle».
A 271 gradi, il liquido smette di bollire. Cessa di essere uniforme. Più la materia è calda, più guadagna in “simmetria” (Landau).
Il fascino della «simmetria infranta». Il ritmo ordinato della simmetria perfetta rassicura, ma non emoziona perché non produce sorpresa; la rottura inquieta ma incuriosisce, dobbiamo uscire dalle certezze per capire dove andare. La rottura della simmetria è dare forma alla materia. Nasce la Bellezza, rottura deliberata della simmetria.
Per centinaia di migliaia di anni, nessun raggio di luce riesce a penetrare questo plasma. I fotoni non riescono a svincolarsi da quell’abbraccio. Poi la temperatura, cala, aumenta l’espansione.
Elettroni che vagavano liberi, sono guidati dal campo elettromagnetico.
Si formano idrogeno ed elio i fotoni sono liberati dal legame con la materia, e la luce fu.
Sono passati 380.000 anni. Quando l’energia scende, l’informazione sale.

L’ASTROCHIMICA, a Pisa, STAR (Systems and Theories for Astrochemical Research)
per comprendere le basi molecolari dell’evoluzione dell’universo:
l’aggregarsi in sistemi complessi, l’interagire con la radiazione elettromagnetica.

CHIRALITA’
Condizione necessaria per dare origine alla vita, è la rottura della simmetria nelle biomolecole, perché la simmetria non genera vita.
Nello spazio intersiderale, la prima molecola «chirale», il metilossirano.

L’origine della Vita
Dobbiamo spingere il limite un po’ più in là, immaginando scenari non ancora visibili, disegnando un orizzonte verso il quale muoverci. Rivoluzione che non siamo in grado di immaginare.

Ma:
Dedicarsi al mondo che conosciamo, all’utile, è condannarsi alla miopia, scommettere su quello che sembra visionario, forse inutile, potrebbe far scaturire cambiamenti epocali. O darci via di fuga.

Il 26,8% dell’universo è materia oscura; il 68,3% energia oscura.
La materia che ci costituisce è il 4,9%. «Siamo solo un po’ di inquinamento» (Richard Panek)

Com’è fatto il 96% dell’universo? Nella scienza solo l’incertezza è garantita.
“Tenete socchiusa la porta verso l’ignoto, se si vogliono fare progressi”. Richard Feynman (Nobel per la fisica)

“L’ignoto. La scienza e l’importanza del non sapere”. Una celebrazione del dubbio, è il solo metodo scientifico, lo spirito critico.

“La realtà non è come ci appare” (Carlo Rovelli, Uni Aix Marsiglia).

AMS (alpha magnetic spectrometer) segnala tra i raggi cosmici alterazione tra protoni e antiprotoni, l’antimateria, collisioni tra particelle di materia oscura (26,8).
Collisioni fenomeni collettivi intuiti ma non conosciuti danno origine a sistemi complessi, organismi viventi.
L’atomo cerca l’Altro, come atto d’Amore verso gli altri.
Se tensione non è, se temperatura non è, sarà informazione?
Da una collisione nacque l’oro.

Energia oscura
Invisibile, la natura ci è sconosciuta potrebbe distendere l’universo.
Opponendosi alla forza gravitazionale dell’attrazione universale.

La fine del caso
Dietro quello che chiamiamo “il muro del caso” c’è un mistero.
… da dove viene? 1929, due anni dopo il leggendario Congresso Solvay.

“Tutto è determinato da forze che non controlliamo. Tutto è determinato, per l’insetto come per la stella. Uomini o polvere di stelle, balliamo tutti al ritmo di un’aria misteriosa suonata da un suonatore di flauto invisibile “ Einstein

Chi è il “suonatore di flauto invisibile”? La probabilità che la molecola del DNA sia “per caso” è 1 su 10, potenza 40.000. 1 seguito da 40.000 zeri.

“Serendipity” inatteso ritrovamento di qualcosa che non si cerca e di cui si riconosce il senso, riconosciuto e accolto.
Sincronicità: coincidenze inusuali ma ricche di significato, che non possono derivare dal caso. Ologramma?

Non è che il mondo delle apparenze sia falso; non è che gli oggetti esterni siano privi di esistenza.
Ma se entriamo nell’universo e applichiamo una griglia olografica, avremo un diverso punto di vista, conosceremo una realtà diversa. Realtà che potrà può spiegare cose che fino ad allora erano scientificamente inspiegabili: fenomeni paranormali, sincronicità, coincidenze apparentemente pesanti di significato (Karl Pribram, Psychology Today).

Capiremo come il nostro cervello può memorizzare?
Duecento e ottanta miliardi di miliardi di dati durante una vita di durata media (John von Neumann).
La parte più nobile della nostra natura – la regola d’oro. L’evoluzione dai nostri antenati a ciò che chiamiamo Umanità, è l’esistenza di una intelligenza emotiva, sociale, la capacità di prestare attenzione l’un l’altro, mettersi nei panni dell’altro. Sentire le intenzioni e le emozioni dell’altro.
L’aiuto che ci sentiamo obbligati a dare ai deboli, è conseguente dell’istinto di simpatia.
La complessità della materia, a ogni aumento di organizzazione, esibisce nuove e imprevedibili proprietà.
Harold J. Morowitz, biofisico e studioso della complessità (“La nascita di ogni cosa”) ha descritto l’evoluzione dell’universo, dall’atomo all’uomo, come Teilhard de Chardin.
I fenomeni psichici si manifestano a livello degli iper-complessi. Le unioni fra elementi divisi creano realtà nuove e di livello superiore. La complessificazione della materia è iniziata dopo il Big Bang con “leggi” inscritte nel fenomeno stesso. Teilhard aveva previsto la nascita della NOOSFERA, cervello collettivo dell’Umanità che amplia le coscienze al di là degli orizzonti ordinari verso il PUNTO OMEGA, della convergenza evolutiva. Non può realizzarsi sotto la pressione di forze comprimenti gli uni sugli altri.
La sola forza di unione che possa far muovere l’Umanità verso il Punto Omega è Amore Accoglienza, Solidarietà, Cooperazione, Sostegno.
L’umanità potrà salvarsi e svilupparsi attraverso un processo di “amorizzazione” (Teilhard de Chardin). Sola risposta all’ attuale minaccia di un suicidio collettivo.

La Vita è suono sopra di noi, intorno a noi.
Le scale non si fermano all’Uomo, continuano nell’Universo vivente.
Programma prestabilito? Del vuoto iniziale le onde fluiscono e turbinano, sciami di comete, scomparse da millenni, continuano a suonare.

“Sounds from the Infant Universe” (Suoni dal baby universo). La registrazione riproduce lo spettro della radiazione cosmica di fondo, che ci perviene dagli inizi dell’universo, come suono udibile, copre il primo milione di anni nel cosmo, in 10 secondi.

Chandra Subrahmanyan Chandrasekhar ha individuato onde acustiche intorno a due buchi neri di massa grandissima. Al centro dell’ammasso galattico di Perseo, suona la nota più bassa, un si bemolle cinquantasette ottave sotto il do centrale.
Tutto l’Universo è risonante. Risonanza causata dall’equilibrio della sua stessa natura, che non si ferma mai, ma si muove perennemente (Buckminister Fuller).
La natura non é mai un esatto equilibrio (Tesla). La corrente alternata è fenomeno risonante.
Le Reazioni chimiche sono risonanza a debole forza nucleare. La musica è risonanza.
Una volta creato il Suono, dura per sempre, continua a vivere nel silenzio, a mantenere l’Universo in Armonia e la Vita nell’Eternità.
Note per partecipare all’ascolto del mondo, selezionate in miliardi di anni, affinate dalla conoscenza, dallo scambio, perdute, ritrovate.

“In principio era il suono” puro, privo di significato, ma altamente significante, espressione dell’invisibile e del trascendente. Noi siamo in contatto diretto con l’Universo. Come un’orchestra prima di iniziare un concerto deve accordare gli strumenti riportandoli al la del primo violino con gli armonici più alti.
Noi siamo strumento unico con Nota personale, vibrazione da accordare per risonanza con l’Universo, per lasciarlo emettere.
Strumenti di Vita, cassa di risonanza con Suono ottave di possibilità.
Gli esseri viventi emettono e ricevono onde acustiche / radiofrequenze / elf.
Comunicazioni più rapide della chimica che presuppongono sistemi di regolazione.
Il doppio strato lipidico della membrana si è evoluto per schermare il rumore di fondo.
Il senso dell’udito trasforma onde meccaniche in segnali neurologici (senza mediatori chimici).
L’universo esiste e noi esistiamo grazie ad infinite combinazioni di queste vibrazioni.
Ogni cosa che esiste ha modi di vibrazione (energie), frequenze (frequenze di risonanza) che la caratterizzano e la riconoscono.

L’orecchio percepisce vibrazioni comprese tra 20 e 20.000 Hz. La trasduzione (elettromagnetica – acustica) per tutte le frequenze dello spettro elettromagnetico permette il riconoscimento e la comunicazione fra cellule attraverso segnali coerenti. Particolarmente evidente a livello embrionale. Recettori proteici “voltaggio dipendenti” presenti sulla membrana cellulare si attivano in risposta ad una variazione
della differenza del potenziale di membrana.
Il passaggio di campi acustici modifica (temporaneamente) l’assetto elettrico delle membrane.
Mette in comunicazione i compatimenti intra ed extracellulari, genera un effetto “domino”
innescando l’attivazione di altre molecole, modificando l’assetto metabolico-funzionale.
La vibrazione acustica influenza l’espressione.

IL DNA è circondato da molecole d’acqua perfettamente orientate. Le quattro basi sono dipoli elettrici, associati a copia, per affinità.
Nella nuvola elettronica la carica positiva (sovra e sotto stante) lega la doppia elica con oscillazioni armoniche all’origine di pacchetti d’energia: i fotoni.

La doppia elica si muove deformandosi con movimenti rapidi 10- 12 / secondo
con movimenti lenti 10³/ ora come un oscillatore che risente dello stato (fisiologico o patologico) determinatosi.
Il DNA suscettibile di vibrazione, emette e riceve vibrazioni per elettroni a distanza di 60 basi, 20nm (J.Baron, California Institute of Technology).

“La vita è acqua che danza sulla melodia dei solidi” (Albert Szent – Gyorgyi, Premio Nobel 1937).
“La danza dell’acqua” intorno alle cellule è acqua liquida. Durante la trascrizione DNA – RNA i cromosomi iniziano a decondensarsi mostrando nel fragmento interessato ZAFFI (pup) di materiale genetico che “fuoriesce”. Il campo magnetico, la corrente elettrica, la risonanza acustica del DNA  dell’acqua circostante interagiscono sull’attività genica.
Attraverso gli ioni che si legano alle proteine cambia l’orientamento proteico e si determina l’espressione. La VITA è Luce. In uno dei suoi raggi è il destino del Mondo.

Il germoglio della Vita passa dalla materia alla luce. E di nuovo alla materia, nella mietitura.
I girasoli ruotano la testa per seguire il percorso del sole, i rami dell’edera si arrampicano per cercare la luce: la sentono, la riconoscono.
La luce è l’orologio circadiano: le piante aumentano la riproduzione durante la notte, formano la struttura nella luce del sole. La luce da forma alla materia. Un terzo della nostra corteccia cerebrale
ci forma l’immagine colorata del Mondo. Sei milioni di cellule e tre pigmenti dipingono la nostra Vita.
Lo sanno ogni pianta passa la sua intera vita a cercare la luce, ogni strega che la notte antecedente San Giovanni da millenni raccoglie le eliotrope. Le sente, riconosce, sa come trovare quella migliore.
Quanto tempo dedichiamo all’elemento che ci permette di vivere?

La luce non è solo calore, gusto, colori: è Vita.
Riappropriarci della luce é scoprire che i biofotoni splendono dentro di noi.
Attraverso il relativo scopriamo l’assoluto, nel cui mare non possiamo navigare, ma solo tuffarci.
La profondità del vivere, nella sua pienezza e compiutezza, non è fuori, ma dentro di noi.
Ascoltiamo l’infinito trovando spazio/tempo in cui nutrire di bellezza i sensi e il cuore, per comprendere Chi e come siamo, per chiederci «ove tende questo vagar mio breve?».

La Vita si riempirà di senso e la terra di cui siamo fatti, si «infinita».
Ci abita e trascende: facendoci sperimentare che la nostra vita è parte di un bellissimo mosaico.

L’infinito dell’apparenza di «sempre caro» ha solo il prezzo da pagare.

«Siediti di fronte ai fatti come farebbe bambino, pronto a rinunciare a qualsiasi opinione preconcetta. Segui la natura umilmente, in qualche abisso che ti conduce, sarai condannato a non capire mai niente» (T.H. Huxley).

Osservando con umiltà la Natura conosciamo la bellezza.
Senza bellezza, il quotidiano perde il senso.

Le cellule leucemiche sfuggono all’immunità

Le cellule della leucemia mieloide acuta riescono a sfuggire al sistema immunitario riducendo l’espressione delle molecole HLA sulla superficie, silenziando i loro geni e nascondendosi al ‘pattugliamento’ dei linfociti. Aumentano la presenza di alcuni recettori immunosoppressori che segnalano ai linfociti di frenare la loro attività fino a inattivare la risposta immunitaria.
Le cellule mutano nel Dna, che cambia alcune molecole presenti sulla loro superficie e le rende simili alle cellule del sistema immunitario trapiantato.
Nel caso in cui le molecole di riconoscimento HLA vengono espresse troppo poco, si può alzare il livello di interferone, una molecola che promuove l’espressione di queste molecole. Quando l’attività dei linfociti T è stata spenta dal tumore, si possono somministrare gli inibitori dei checkpoint immunitari, farmaci che sbloccano i freni dei linfociti T e attivano nuovamente la risposta immune.

Luca Vago, Chiara Bonini e Fabio Ciceri, Nature Medicine e Nature Communications

helichrysum

Primavera: le allergie

L’asma è la malattia del XXI secolo.
Il numero crescente di persone che ne soffre (235 /300 milioni, nel 2015) ha determinato, secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, 383.00 morti nel 2015, in crescita esponenziale. In Europa 30 milioni di malati.
L’incremento, più evidente nei paesi industrializzati, è plurifattoriale:
l’inquinamento ambientale, i fattori genetici, le infezioni opportunistiche.
I farmaci utilizzati per l’asma bronchiale nella medicina sono utilizzati soprattutto durante l’attacco. I cromoni che, stabilizzando la membrana dei mastociti, dovrebbero ridurre la liberazione dei mediatori dell’allergia, hanno nella pratica risultati modesti.

I dati:
aumento del 15-30% delle ALLERGIE, in Italia, negli ultimi 10 anni;
70-80% dei casi in cui l’asma è di origine allergica;
20% di bambini italiani soffrono di allergie;
9% di bambini italiani con asma allergico;
15% di bambini italiani soffrono di rinite allergica;
4% di bambini italiani soffrono di orticaria;
1% di bambini italiani soffrono di allergie alimentari
3-5% di italiani soffrono di allergie e intolleranze nei confronti di alcuni alimenti;
25% (circa 14 milioni) italiani convinti di essere allergici o intolleranti nei confronti di alcuni alimenti.

La rinite allergica è un problema di salute in rapida crescita. È la patologia più comune dei paesi occidentali in cui la morbilità raggiunge il 40% della popolazione, a seconda dell’età e del paese (rinite allergica AIR e il suo impatto sulla relazione sull’asma). Con un’alta prevalenza in adolescenti e giovani adulti, non risparmia i bambini dove la prevalenza del 15% al ​​40% rappresenta il 7% della rinite stagionale.
L’uso di antiallergici è limitato da:
effetti collaterali,
spettro d’azione limitato rispetto a diversi mediatori coinvolti, istamina, brandichinina, angiotensina, concavalina, vasopressina,
breve efficacia,
tolleranza insufficiente in età geriatrica.

Le allergopatie insorgono in seguito a stimolazioni allergeniche che inducono risposte immunologiche peculiari, caratterizzate dall’attivazione di quella sottopopolazione linfocitaria, Th2, che produce citochine (interleuchina (IL)-4, IL-5 e IL-13). I linfociti T di adulti non atopici vengono definiti di tipo Th1 perché producono in modo predominante interferone y (INF-y) e non sono in grado di stimolare la sintesi di IgE. La presenza di IL-4 e IL-13 nel microambiente del tessuto linfoide è indispensabile per la differenziazione delle cellule Th2,  la presenza di citochine IL-12 e IFN-y ha un effetto di inibizione sul loro sviluppo. Il processo di sensibilizzazione allergica avverrebbe già nella vita intrauterina e nei primi mesi di vita è orientato verso una risposta di tipo Th2 risultato della produzione di IL-4 da parte dell’amnios e della placenta. Nella vita intrauterina i linfociti T vengono stimolati dai comuni allergeni ambientali, Dermatophagoides, oltre ad alcuni allergeni alimentari come proteine del latte.
Le IgE prodotte si vanno a fissare ai recettori ad alta e a bassa affinità presenti sulle cellule infiammatorie.
Il momento iniziale delle reazioni allergiche IgE è dato dal legame a ponte tra gli epitopi di un allergene con due molecole di IgE legate a recettori adiacenti sulla superficie cellulare di mastociti, con aumento di permeabilità della membrana cellulare con l’apertura dei canali del calcio. Il calcio extracellulare, penetrando all’interno della cellula, si lega alla calmodulina, recettore proteico che regola l’attività dell’adenosin trifosfatasi che idrolizza le molecole di ATP. La conseguente attivazione di meccanismi ATP-dipendenti garantisce l’energia occorrente per la contrazione dei microfilamenti, per il successivo trasporto dei granuli citoplasmatici verso la membrana e quindi per l’esocitosi degli stessi con liberazione di mediatori chimici preformati: istamina, triptasi, chinasi, idrolasi acide, responsabili della reazione allergica immediata. In concomitanza si verifica l’attivazione calciodipendente della fosfolipasi di membrana che metabolizza i fosfolipidi della membrana nucleare in lisofosfatidilcolina e in acido arachidonico. Disponibile per la conversione in metaboliti della ciclossigenasi (prostaglandine e trombossani) e della lipossigenasi (leucotrieni). L’attivazione del mastocita innesca anche la sintesi di altre proteine (leucotrieni, prostaglandine e PAF) , di citochine (IL-4, IL-5, IL-6, IL-8 e fattore di necrosi tumorale  (TNF).La citochina IL-4, diffondendosi in circolo nel microambiente dei tessuti linfoidi, favorisce la differenziazione di linfociti T verso la serie Th2 e amplifica e perpetua la risposta allergica. Le IgE prodotte si fissano ai recettori ad alta e bassa affinità CD-23, presenti sulle cellule infiammatorie. Gli eosinofili vengono richiamati e attivati ​​nella sede della reazione e possono rimanere a lungo a causa delle citochine IL3, IL5 e Gm-Csf. Sono responsabili di gran parte del danno della mucosa per il rilascio di proteine ​​basiche, come:
Ecp  proteina eosinofila cationica),
Edn (neurotossina),
Mbp, (basic superior protein),
Epx, (perossidasi eosinofila).

Gli eosinofili rilasciano radicali liberi e mediatori, tra cui   leucotrieni e citochine, che perpetuano il circolo vizioso dell’infiammazione allergica. L’interazione tra eosinofili e cellule endoteliali è alla base del reclutamento e della migrazione cellulare quando gli eosinofili, sotto l’influenza di Paf e chemochine, prodotti da cellule endoteliali attivate, manifestano molecole che appartengono alla famiglia di integrine, (Vla4 e Lfa1). Queste molecole interagiscono con i relativi recettori Vcam1 e Icam1, espressi dalle cellule dell’endotelio vascolare consente agli eosinofili di migrare per diapedesi dal circolo al  tessuto infiammato che spiega l’intensa eosinofilia caratterizzante ogni reazione allergica.

FARMACI IN STUDIO E FARMACI DI PROSSIMA IMMISSIONE IN COMMERCIO PER LA TERAPIA DELL’ASMA
Ciclesonide e mometasone, che vanno ad affiancarsi ai prodotti già in uso (beclometasone, budesonide, flunisolide, fluticasone).

÷ Steroidi ad attività cosiddetta “dissociata” (RU 40066), privi di attività endocrina mentre permane quella antinfiammatoria.

÷ß-2-stimolanti selettivi e in monosomministrazione giornaliera (ad attività più protratta rispetto agli attuali ß-2 long-acting).


Dalla natura, opportunità senza tempo:
Stachis officinales (Betonica officinales)
Perilla frutescens
Helichrysum angustifolium DC. Helichrysum Italicum G.Don.

Primavera-Tempo di drenaggio

Il drenaggio consiste nel forzare un organo emuntore nella sua funzione di disintossicazione, aumentando la sua capacità di eliminazione del liquido secretorio sia in volume che in concentrazione. Per estensione significa forzare qualitativamente o quantitativamente un organo con un’attività escretoria, cioè una funzione di ghiandola esocrina. Le molecole da eliminare sono quelle nocive che, penetrando nell’organismo, sono accessibili all’azione degli enzimi, modificabili fino ad arrivare ad una forma eliminabile (ossidazione, sulfoconiugazione o glucuronazione). Alcune sostanze, non sono degradabili dagli enzimi umani:
- le molecole di Maillard (molecole prodotte durante la cottura oltre i 110°C e derivanti dall’interazione tra proteine e glucidi );
- le poliamine alimentari o batteriche;
- le nitrosamine, gli idrocarburi aromatici policiclici e le amine eterocicliche, prodotte dalla cottura al di sopra dei 110°C;
- i lipopolisaccaridi delle pareti batteriche;
- gli isomeri di glucidi, lipidi, protidi.

Determinano lesioni a livello:
- della pelle, psoriasi;
- dei bronchi, l’asma;
- della parete intestinale (malattia di Crohn).

Tre situazioni che hanno in comune leucocitosi, senza agente infettivo:
i leucociti sono gli “spazzini” che depurano l’organismo dalle scorie indesiderabili.
I macrofagi e i neutrofili possono captare tramite fagocitosi o endocitosi le molecole non degradabili e portarle, dopo aver attraversato un emuntorio cutaneo o mucoso, all’esterno dell’organismo. Sono espulsi nell’ambiente insieme al loro carico. I macrofagi e i neutrofili non agisce da soli. Liberano alcune citochine, che reclutano altri leucociti: linfociti T, linfociti B, plasmociti, eosinofili, mastociti, che liberano a loro volta citochine.
Per eliminare le molecole “indesiderabili” l’organismo dispone di emuntori:
rene, fegato, colon, tenue, stomaco, pelle, bronchi, mucosa ORL, congiuntiva oculare.
La pelle partecipa ai processi di depurazione con:
- le secrezioni delle ghiandole sudoripare,
- la desquamazione delle cellule epiteliali.

L’eliminazione può diventare patologica. Quando le molecole da scartare sono abbondanti i leucociti si attivano. La loro presenza in un emuntorio ne provoca l’infiammazione, perché i leucociti liberano citochine che:
- reclutano altri globuli bianchi;
- inducono la produzione di mediatori che favoriscono l’infiammazione;
- stimolano la proliferazione e la desquamazione delle cellule epiteliali;
- aumentano la secrezione delle ghiandole presenti in loco.

Se Il processo di depurazione si intensifica, le molecole dannose sono eliminate attraverso:
- eliminazione delle cellule con le loro scorie;
- eliminazione delle scorie con un liquido di secrezione;
- trasporto delle scorie ad altre cellule di cui l’organismo si libera più facilmente, (desquamazione).
La detossificazione è efficace, ma presenta un’infiammazione cronica dell’emuntorio.
Questa infiammazione è responsabile, da sola o in associazione a cofattori (batteri, virus, allergeni, alimenti…), di malattie dell’emuntorio utilizzato:
- a livello del tubo digestivo: colite, malattia di Crohn, gastrite e duodenite;
- a livello della pelle: acne, eczema, psoriasi;
- a livello dei bronchi: bronchite cronica e asma;
- a livello delle mucose bucale, nasale, faringea, laringea, congiuntivale, auricolare: angina, sinusite, raffreddore da fieno, congiuntivite allergica, afte e malattia di Behcet, otite.

USO TERAPEUTICO DEL DRENAGGIO
Il drenaggio è un’attività fisiologica che supera quella di un emuntorio (eliminazione di alcune scorie) implicando un aumentato funzionamento di ogni organo depuratore, obbligato ad accrescere la sua attività oltre i limiti fisiologici, permettendo di far fronte sia ad una aggressione imprevista, sia ad una somma di micro-aggressioni.

Segnali di disintossicazione
Problemi cutanei, bocca amara, gusto amaro, transito intestinale irregolare, alitosi, mal di testa dopo i pasti, sovrappeso, stato depressivo, astenia, insonnia, stanchezza al risveglio.

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Primavera

Nel giardino il prunus ha già lasciato che i suoi petali partissero con il vento di marzo.
La magnolia da una settimana veste petali di fresco velluto rosabianco.
Luce e aria di primavera che per alcuni risveglia al canto e affatica altri, nello sforzo di star dietro all’alchimia del fiore che sboccia, anche per loro, nella natura del corpo.

Persino per la pianta il petalo è un distillato di bellezza che richiede energia.
Le piante, come divinità naturali di foglie, tronchi, fiori e frutti, sanno come fare a permettere alla luce di attraversarle e al buio di nutrirle fino a farle fiorire.
La stanchezza dell’individuo al risveglio della primavera parla di come ha trascorso il buio dell’inverno, lo sforzo che prova nella bellezza del petalo, rende conto della fatica che fa ad accogliere il silenzio delle radici. Continua a leggere

SUPERBUGS

La deforestazione contribuisce al cambiamento climatico, ma il suo effetto sulla scoperta di nuovi farmaci è meno comprensibile. Gli etnobiologi esplorano le foreste tropicali che si stanno restringendo del mondo.
Le foreste – non le grandi aziende farmaceutiche  - hanno da sempre la potenza  degli antibiotici.
Viviamo un momento di grave carenza di nuove molecole utili per combattere l’antibioticoresistenza che determina annualmente un milione e mezzo.
10 milioni le previsioni nel 2050, prima causa di morte attesa (The Review on Antimicrobial Resistance ), per uno studio supportato dal governo britannico e dal Wellcome Trust (OMS).

Gli scienziati ritengono che le piante e gli animali delle foreste tropicali potrebbero essere una fonte di nuovi antibiotici: da loro le molecole impiegate per sopravvivere ai predatori, gli artropodi. I metaboliti secondari prodotti e secreti in bizzarre e interessanti strutture molecolari come occasione di difesa.
Dopo la cosiddetta “età dell’oro” della scoperta di antibiotici negli anni ’50 e ’60, gli scienziati sembravano aver esaurito le possibilità degli actinomiceti  – un batterio dal quale molti antibiotici possono essere formulati. Miliardi di dollari dopo, non abbiamo più i risultati sperati. Molte Società Farmaceutiche hanno di fatto  abbandonato la ricerca su nuove molecole a favore della redditività garantita di migliorare quelli esistenti.
Questo ha stimolato un rinnovato interesse alo studio di sostanze naturali.

Le Foreste pluviali come farmacia: coprono meno del sette per cento  della superficie terrestre, ma ospitano  il 50 per cento di tutte le specie animali terrestri e vegetali.

I farmaci usati per curare la malaria, il cancro e il glaucoma provengono  dalle foreste tropicali ,come 120 farmaci da prescrizione. Il 40 % dei farmaci antitumorali disponibili tra il 1940 e il 2002 sono stati ottenuti da prodotti naturali o di derivazione naturale.

80.000 acri di foresta pluviale tropicale e 135 specie di piante e animali sono persi giornalmente (rapporto  FAO, The Scientific American) per estrazioni minerarie perdendo l’occasione di trovare sostanze in esse contenute  nel prossimo futuro.
Ogni 10.000 composti sottoposti a screening ,  250 arrivano alle sperimentazioni cliniche ( Milken Institute Review). Solo uno alla fine diventerà un farmaco autorizzato dagli organismi competenti.

Epidemie come: malaria, febbre gialla e malattia di Chagas, che si pensava fossero scomparse,  riemergono nelle situazioni di povertà socioeconomica e culturale ..
Tutte le specie combattono per sopravvivere. I batteri combattono gli antibiotici attraverso la resistenza. Ogni 20 minuti stanno replicando una nuova generazione.   Ma con gli antibiotici a basse dosi, gli animali  crescono più velocemente … e non importa se i loro escrementi pieni   di contaminanti cadono e  aumentando l’antibiotico resistenza.

superbugs

In arrivo le allergie di primavera

L’asma è la malattia del XXI secolo.
Il numero crescente di persone che ne soffre (180-300 milioni) ha determinato, secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, 180.000 morti nel 1997.
In italia l’incremento è del 4.5%, 2.600.000 persone.
L’incremento, più evidente nei paesi industrializzati, è plurifattoriale:
l’inquinamento ambientale, i fattori genetici, le infezioni opportunistiche.

I farmaci utilizzati per l’asma bronchiale nella medicina moderna sono usati principalmente durante l’attacco.
Ciclesonide e mometasone, vanno ad affiancarsi ai prodotti in uso (beclometasone, budesonide, flunisolide, fluticasone).

÷ Steroidi ad attività cosiddetta “dissociata” (RU 40066), privi di attività endocrina mentre permane quella antinfiammatoria.

÷ß-2-stimolanti selettivi e in monosomministrazione giornaliera (ad attività più protratta rispetto agli attuali ß-2 long-acting).

I cromoni che, stabilizzando la membrana dei mastociti, dovrebbero ridurre la liberazione dei mediatori dell’allergia, hanno nella pratica risultati modesti.
I dati di oggi mostrano:
Aumento del 15-30% delle allergie respiratorie in Italia negli ultimi 10 anni: 9 milioni. 4 miliardi il costo delle terapie.
Nel 70-80% dei bambini l’asma è di origine allergica, il 50% negli adulti.
20% di bambini italiani soffrono di allergie.
9% di bambini italiani hanno asma allergico, il primo a 3 anni.
15% di bambini italiani soffrono di rinite allergica.
4% di bambini italiani soffrono di orticaria.
1% di bambini italiani soffrono di allergie alimentari.
3-5% di italiani che soffrono di allergie e intolleranze nei confronti di alcuni alimenti.
25% (circa 14 milioni) italiani sono “convinti” di essere allergici o intolleranti nei confronti di alcuni alimenti.

La rinite allergica è un problema di salute, in rapida crescita. È la patologia più comune dei paesi occidentali in cui la morbilità raggiunge il 40% della popolazione, a seconda dell’età e del paese (rinite allergica AIR e il suo impatto sulla relazione sull’asma). Con un’alta prevalenza in adolescenti e giovani adulti, non risparmia i bambini dove la prevalenza dal 15% al ​​40% rappresenta il 7% della rinite stagionale.
L’uso di antiallergici è limitato da:
effetti collaterali,
spettro d’azione limitato rispetto a diversi mediatori coinvolti, istamina, brandichinina, angiotensina, concavalina, vasopressina,
breve efficienza,
tolleranza insufficiente in età geriatrica.

Le allergopatie insorgono in seguito a stimolazioni allergenetiche che inducono risposte immunologiche peculiari, caratterizzate dall’attivazione di quella sottopopolazione linfocitaria (Th2), che produce citochine (interleuchina IL-4, IL-5 e IL-13). I linfociti T di adulti non atopici vengono definiti di tipo Th1 perché producono in modo predominante interferone y (INF-y) e non sono in grado di stimolare la sintesi di IgE.
La presenza di IL-4 e IL-13 nel microambiente del tessuto linfoide è indispensabile per la differenziazione delle cellule Th2, laddove la presenza di citochine quali IL-12 e IFN-y ha un effetto di inibizione sul loro sviluppo. Il processo di sensibilizzazione allergica avverrebbe già nella vita intrauterina e nei primi mesi di vita è orientato verso una risposta di tipo Th2 quale risultato della produzione di IL-4 da parte dell’amnios e della placenta.
Nella vita intrauterina i linfociti T vengono stimolati dai comuni allergeni ambientali, Dermatophagoides, oltre ad alcuni allergeni alimentari come proteine del latte. Le IgE prodotte si vanno a fissare ai recettori ad alta e bassa affinità, CD2B presenti sulle cellule infiammatorie. Il momento iniziale delle reazioni allergiche IgE è dato dal legame a ponte tra gli epitopi di un allergene con due molecole di IgE legate a recettori adiacenti sulla superficie cellulare di mastociti. Questo esita in un aumento di permeabilità della membrana cellulare con l’apertura dei canali del calcio. Il calcio extracellulare, penetrando all’interno della cellula, si lega alla calmodulina, un recettore proteico che regola l’attività dell’adenosin trifosfatasi, la quale a sua volta idrolizza le molecole di ATP. La conseguente attivazione di meccanismi ATP-dipendenti garantisce l’energia occorrente per la contrazione dei microfilamenti, per il successivo trasporto dei granuli citoplasmatici verso la membrana e quindi per l’esocitosi degli stessi con liberazione di mediatori chimici preformati, come istamina, triptasi, chinasi, idrolasi acide, responsabili della reazione allergica immediata.
In concomitanza si verifica l’attivazione calciodipendente della fosfolipasi di membrana che metabolizza i fosfolipidi della membrana nucleare in lisofosfatidilcolina e in acido arachidonico. Disponibile per la conversione in metaboliti della ciclossigenasi (prostaglandine e trombossani) e della lipossigenasi (leucotrieni). L’attivazione del mastocita innesca anche la sintesi di numerose altre proteine (leucotrieni, prostaglandine e PAF), nonché di citochine (IL-4, IL-5, IL-6, IL-8 e fattore di necrosi tumorale (TNF). La citochina IL-4, diffondendosi in circolo nel microambiente dei tessuti linfoidi, favorisce la differenziazione di linfociti T verso la serie Th2 amplificando e perpetuando la risposta allergica. Gli eosinofili vengono richiamati e attivati ​​nella sede della reazione e possono rimanere a lungo a causa delle citochine IL3, IL5 e Gm-Csf. Sono responsabili di gran parte del danno della mucosa per il rilascio di proteine ​​basiche, come
Ecp (proteina eosinofila cationica),
Edn (neurotossine),
Mbp, (basic superior protein)
Epx, (perossidasi eosinofila).
Gli eosinofili rilasciano radicali liberi e vari mediatori, tra cui i leucotrieni e citochine, che perpetuano il circolo vizioso dell’infiammazione allergica. L’interazione tra eosinofili e cellule endoteliali è alla base del reclutamento e della migrazione cellulare, quando gli eosinofili, sotto l’influenza di sostanze come Paf e chemochine, prodotti da cellule endoteliali attivate, manifestano molecole che appartengono alla famiglia di integrine (Vla4 e Lfa1). Molecole che interagiscono con i relativi recettori Vcam1 e Icam1, espressi dalle cellule dell’endotelio vascolare: ciò consente agli eosinofili di migrare per diapedesi del circolo verso il tessuto infiammato. Da cui l’intensa eosinofilia che caratterizza ogni reazione allergica.

Dalla botanica:
Stachis officinales (Betonica officinales)
Una labiata che controlla il legame delle IgE con il rispettivo recettore, inibendone il 67% ad una concentrazione dello 0,1%.

Perilla frutescens
Dai suoi semi si ottiene un estratto con attività inibitoria sulla 5-lipossigenasi (5-LO).I componenti funzionali sono flavonoidi; gli agliconi come la luteolina, l’apigenina, la crisoeriolina e l’acido rosmarinico.

Helichrysum angustifolium DC. Helichrysum Italicum G.Don.
Composita contiene: flavonoidi: 0,4% circa di iposalipuporside, naringerina, i due diastereoisomeri al C-2 della naringerina-5-0-glucoside, detti elicrisine A e B, glucosidi del Kaempferolo, apigenina, ed apigenina-7-0-glucoside, quercetina-3-0 glucoside, 3,5 driidrossi6,7,8-trimetossiflavone, acido caffeico.
Il meccanismo d’azione del fitocomplesso parrebbe antireazionale ACHT e cortisonosimile.
I composti sterolici e triterpenici presenti come preormoni, trasformabili dall’organismo, quando esistano stati carenziali, in ormoni steroidi sessuali e corticosurrenalici. La pianta potenzia l’azione antitossica e blocca la diffusione di metaboliti responsabili dell’accentuazione di scariche di istamina, diminuendo la permeabilità di membrana.

La Magnolia riportata in letteratura nell’asma bronchiale, ansia, depressione.
E’ antiossidante e ansiolitica a bassi dosaggi, senza effetti sedativi.

https://www.etnopharma.com/product-page/eleusi

https://www.tecnichenuove.com/immunologia-e-fitoterapia.html