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Le cellule leucemiche sfuggono all’immunità

Le cellule della leucemia mieloide acuta riescono a sfuggire al sistema immunitario riducendo l’espressione delle molecole HLA sulla superficie, silenziando i loro geni e nascondendosi al ‘pattugliamento’ dei linfociti. Aumentano la presenza di alcuni recettori immunosoppressori che segnalano ai linfociti di frenare la loro attività fino a inattivare la risposta immunitaria.
Le cellule mutano nel Dna, che cambia alcune molecole presenti sulla loro superficie e le rende simili alle cellule del sistema immunitario trapiantato.
Nel caso in cui le molecole di riconoscimento HLA vengono espresse troppo poco, si può alzare il livello di interferone, una molecola che promuove l’espressione di queste molecole. Quando l’attività dei linfociti T è stata spenta dal tumore, si possono somministrare gli inibitori dei checkpoint immunitari, farmaci che sbloccano i freni dei linfociti T e attivano nuovamente la risposta immune.

Luca Vago, Chiara Bonini e Fabio Ciceri, Nature Medicine e Nature Communications

helichrysum

Primavera: le allergie

L’asma è la malattia del XXI secolo.
Il numero crescente di persone che ne soffre (235 /300 milioni, nel 2015) ha determinato, secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, 383.00 morti nel 2015, in crescita esponenziale. In Europa 30 milioni di malati.
L’incremento, più evidente nei paesi industrializzati, è plurifattoriale:
l’inquinamento ambientale, i fattori genetici, le infezioni opportunistiche.
I farmaci utilizzati per l’asma bronchiale nella medicina sono utilizzati soprattutto durante l’attacco. I cromoni che, stabilizzando la membrana dei mastociti, dovrebbero ridurre la liberazione dei mediatori dell’allergia, hanno nella pratica risultati modesti.

I dati:
aumento del 15-30% delle ALLERGIE, in Italia, negli ultimi 10 anni;
70-80% dei casi in cui l’asma è di origine allergica;
20% di bambini italiani soffrono di allergie;
9% di bambini italiani con asma allergico;
15% di bambini italiani soffrono di rinite allergica;
4% di bambini italiani soffrono di orticaria;
1% di bambini italiani soffrono di allergie alimentari
3-5% di italiani soffrono di allergie e intolleranze nei confronti di alcuni alimenti;
25% (circa 14 milioni) italiani convinti di essere allergici o intolleranti nei confronti di alcuni alimenti.

La rinite allergica è un problema di salute in rapida crescita. È la patologia più comune dei paesi occidentali in cui la morbilità raggiunge il 40% della popolazione, a seconda dell’età e del paese (rinite allergica AIR e il suo impatto sulla relazione sull’asma). Con un’alta prevalenza in adolescenti e giovani adulti, non risparmia i bambini dove la prevalenza del 15% al ​​40% rappresenta il 7% della rinite stagionale.
L’uso di antiallergici è limitato da:
effetti collaterali,
spettro d’azione limitato rispetto a diversi mediatori coinvolti, istamina, brandichinina, angiotensina, concavalina, vasopressina,
breve efficacia,
tolleranza insufficiente in età geriatrica.

Le allergopatie insorgono in seguito a stimolazioni allergeniche che inducono risposte immunologiche peculiari, caratterizzate dall’attivazione di quella sottopopolazione linfocitaria, Th2, che produce citochine (interleuchina (IL)-4, IL-5 e IL-13). I linfociti T di adulti non atopici vengono definiti di tipo Th1 perché producono in modo predominante interferone y (INF-y) e non sono in grado di stimolare la sintesi di IgE. La presenza di IL-4 e IL-13 nel microambiente del tessuto linfoide è indispensabile per la differenziazione delle cellule Th2,  la presenza di citochine IL-12 e IFN-y ha un effetto di inibizione sul loro sviluppo. Il processo di sensibilizzazione allergica avverrebbe già nella vita intrauterina e nei primi mesi di vita è orientato verso una risposta di tipo Th2 risultato della produzione di IL-4 da parte dell’amnios e della placenta. Nella vita intrauterina i linfociti T vengono stimolati dai comuni allergeni ambientali, Dermatophagoides, oltre ad alcuni allergeni alimentari come proteine del latte.
Le IgE prodotte si vanno a fissare ai recettori ad alta e a bassa affinità presenti sulle cellule infiammatorie.
Il momento iniziale delle reazioni allergiche IgE è dato dal legame a ponte tra gli epitopi di un allergene con due molecole di IgE legate a recettori adiacenti sulla superficie cellulare di mastociti, con aumento di permeabilità della membrana cellulare con l’apertura dei canali del calcio. Il calcio extracellulare, penetrando all’interno della cellula, si lega alla calmodulina, recettore proteico che regola l’attività dell’adenosin trifosfatasi che idrolizza le molecole di ATP. La conseguente attivazione di meccanismi ATP-dipendenti garantisce l’energia occorrente per la contrazione dei microfilamenti, per il successivo trasporto dei granuli citoplasmatici verso la membrana e quindi per l’esocitosi degli stessi con liberazione di mediatori chimici preformati: istamina, triptasi, chinasi, idrolasi acide, responsabili della reazione allergica immediata. In concomitanza si verifica l’attivazione calciodipendente della fosfolipasi di membrana che metabolizza i fosfolipidi della membrana nucleare in lisofosfatidilcolina e in acido arachidonico. Disponibile per la conversione in metaboliti della ciclossigenasi (prostaglandine e trombossani) e della lipossigenasi (leucotrieni). L’attivazione del mastocita innesca anche la sintesi di altre proteine (leucotrieni, prostaglandine e PAF) , di citochine (IL-4, IL-5, IL-6, IL-8 e fattore di necrosi tumorale  (TNF).La citochina IL-4, diffondendosi in circolo nel microambiente dei tessuti linfoidi, favorisce la differenziazione di linfociti T verso la serie Th2 e amplifica e perpetua la risposta allergica. Le IgE prodotte si fissano ai recettori ad alta e bassa affinità CD-23, presenti sulle cellule infiammatorie. Gli eosinofili vengono richiamati e attivati ​​nella sede della reazione e possono rimanere a lungo a causa delle citochine IL3, IL5 e Gm-Csf. Sono responsabili di gran parte del danno della mucosa per il rilascio di proteine ​​basiche, come:
Ecp  proteina eosinofila cationica),
Edn (neurotossina),
Mbp, (basic superior protein),
Epx, (perossidasi eosinofila).

Gli eosinofili rilasciano radicali liberi e mediatori, tra cui   leucotrieni e citochine, che perpetuano il circolo vizioso dell’infiammazione allergica. L’interazione tra eosinofili e cellule endoteliali è alla base del reclutamento e della migrazione cellulare quando gli eosinofili, sotto l’influenza di Paf e chemochine, prodotti da cellule endoteliali attivate, manifestano molecole che appartengono alla famiglia di integrine, (Vla4 e Lfa1). Queste molecole interagiscono con i relativi recettori Vcam1 e Icam1, espressi dalle cellule dell’endotelio vascolare consente agli eosinofili di migrare per diapedesi dal circolo al  tessuto infiammato che spiega l’intensa eosinofilia caratterizzante ogni reazione allergica.

FARMACI IN STUDIO E FARMACI DI PROSSIMA IMMISSIONE IN COMMERCIO PER LA TERAPIA DELL’ASMA
Ciclesonide e mometasone, che vanno ad affiancarsi ai prodotti già in uso (beclometasone, budesonide, flunisolide, fluticasone).

÷ Steroidi ad attività cosiddetta “dissociata” (RU 40066), privi di attività endocrina mentre permane quella antinfiammatoria.

÷ß-2-stimolanti selettivi e in monosomministrazione giornaliera (ad attività più protratta rispetto agli attuali ß-2 long-acting).


Dalla natura, opportunità senza tempo:
Stachis officinales (Betonica officinales)
Perilla frutescens
Helichrysum angustifolium DC. Helichrysum Italicum G.Don.

Primavera-Tempo di drenaggio

Il drenaggio consiste nel forzare un organo emuntore nella sua funzione di disintossicazione, aumentando la sua capacità di eliminazione del liquido secretorio sia in volume che in concentrazione. Per estensione significa forzare qualitativamente o quantitativamente un organo con un’attività escretoria, cioè una funzione di ghiandola esocrina. Le molecole da eliminare sono quelle nocive che, penetrando nell’organismo, sono accessibili all’azione degli enzimi, modificabili fino ad arrivare ad una forma eliminabile (ossidazione, sulfoconiugazione o glucuronazione). Alcune sostanze, non sono degradabili dagli enzimi umani:
- le molecole di Maillard (molecole prodotte durante la cottura oltre i 110°C e derivanti dall’interazione tra proteine e glucidi );
- le poliamine alimentari o batteriche;
- le nitrosamine, gli idrocarburi aromatici policiclici e le amine eterocicliche, prodotte dalla cottura al di sopra dei 110°C;
- i lipopolisaccaridi delle pareti batteriche;
- gli isomeri di glucidi, lipidi, protidi.

Determinano lesioni a livello:
- della pelle, psoriasi;
- dei bronchi, l’asma;
- della parete intestinale (malattia di Crohn).

Tre situazioni che hanno in comune leucocitosi, senza agente infettivo:
i leucociti sono gli “spazzini” che depurano l’organismo dalle scorie indesiderabili.
I macrofagi e i neutrofili possono captare tramite fagocitosi o endocitosi le molecole non degradabili e portarle, dopo aver attraversato un emuntorio cutaneo o mucoso, all’esterno dell’organismo. Sono espulsi nell’ambiente insieme al loro carico. I macrofagi e i neutrofili non agisce da soli. Liberano alcune citochine, che reclutano altri leucociti: linfociti T, linfociti B, plasmociti, eosinofili, mastociti, che liberano a loro volta citochine.
Per eliminare le molecole “indesiderabili” l’organismo dispone di emuntori:
rene, fegato, colon, tenue, stomaco, pelle, bronchi, mucosa ORL, congiuntiva oculare.
La pelle partecipa ai processi di depurazione con:
- le secrezioni delle ghiandole sudoripare,
- la desquamazione delle cellule epiteliali.

L’eliminazione può diventare patologica. Quando le molecole da scartare sono abbondanti i leucociti si attivano. La loro presenza in un emuntorio ne provoca l’infiammazione, perché i leucociti liberano citochine che:
- reclutano altri globuli bianchi;
- inducono la produzione di mediatori che favoriscono l’infiammazione;
- stimolano la proliferazione e la desquamazione delle cellule epiteliali;
- aumentano la secrezione delle ghiandole presenti in loco.

Se Il processo di depurazione si intensifica, le molecole dannose sono eliminate attraverso:
- eliminazione delle cellule con le loro scorie;
- eliminazione delle scorie con un liquido di secrezione;
- trasporto delle scorie ad altre cellule di cui l’organismo si libera più facilmente, (desquamazione).
La detossificazione è efficace, ma presenta un’infiammazione cronica dell’emuntorio.
Questa infiammazione è responsabile, da sola o in associazione a cofattori (batteri, virus, allergeni, alimenti…), di malattie dell’emuntorio utilizzato:
- a livello del tubo digestivo: colite, malattia di Crohn, gastrite e duodenite;
- a livello della pelle: acne, eczema, psoriasi;
- a livello dei bronchi: bronchite cronica e asma;
- a livello delle mucose bucale, nasale, faringea, laringea, congiuntivale, auricolare: angina, sinusite, raffreddore da fieno, congiuntivite allergica, afte e malattia di Behcet, otite.

USO TERAPEUTICO DEL DRENAGGIO
Il drenaggio è un’attività fisiologica che supera quella di un emuntorio (eliminazione di alcune scorie) implicando un aumentato funzionamento di ogni organo depuratore, obbligato ad accrescere la sua attività oltre i limiti fisiologici, permettendo di far fronte sia ad una aggressione imprevista, sia ad una somma di micro-aggressioni.

Segnali di disintossicazione
Problemi cutanei, bocca amara, gusto amaro, transito intestinale irregolare, alitosi, mal di testa dopo i pasti, sovrappeso, stato depressivo, astenia, insonnia, stanchezza al risveglio.

https://www.facebook.com/RADIO24.ilsole24ore/videos/405794193322611/UzpfSTEwMDAwNzEwNzY5NTkyNzoyMzQ3NTc3Nzg1NDg5MTIy/

 

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Primavera

Nel giardino il prunus ha già lasciato che i suoi petali partissero con il vento di marzo.
La magnolia da una settimana veste petali di fresco velluto rosabianco.
Luce e aria di primavera che per alcuni risveglia al canto e affatica altri, nello sforzo di star dietro all’alchimia del fiore che sboccia, anche per loro, nella natura del corpo.

Persino per la pianta il petalo è un distillato di bellezza che richiede energia.
Le piante, come divinità naturali di foglie, tronchi, fiori e frutti, sanno come fare a permettere alla luce di attraversarle e al buio di nutrirle fino a farle fiorire.
La stanchezza dell’individuo al risveglio della primavera parla di come ha trascorso il buio dell’inverno, lo sforzo che prova nella bellezza del petalo, rende conto della fatica che fa ad accogliere il silenzio delle radici. Continua a leggere

SUPERBUGS

La deforestazione contribuisce al cambiamento climatico, ma il suo effetto sulla scoperta di nuovi farmaci è meno comprensibile. Gli etnobiologi esplorano le foreste tropicali che si stanno restringendo del mondo.
Le foreste – non le grandi aziende farmaceutiche  - hanno da sempre la potenza  degli antibiotici.
Viviamo un momento di grave carenza di nuove molecole utili per combattere l’antibioticoresistenza che determina annualmente un milione e mezzo.
10 milioni le previsioni nel 2050, prima causa di morte attesa (The Review on Antimicrobial Resistance ), per uno studio supportato dal governo britannico e dal Wellcome Trust (OMS).

Gli scienziati ritengono che le piante e gli animali delle foreste tropicali potrebbero essere una fonte di nuovi antibiotici: da loro le molecole impiegate per sopravvivere ai predatori, gli artropodi. I metaboliti secondari prodotti e secreti in bizzarre e interessanti strutture molecolari come occasione di difesa.
Dopo la cosiddetta “età dell’oro” della scoperta di antibiotici negli anni ’50 e ’60, gli scienziati sembravano aver esaurito le possibilità degli actinomiceti  – un batterio dal quale molti antibiotici possono essere formulati. Miliardi di dollari dopo, non abbiamo più i risultati sperati. Molte Società Farmaceutiche hanno di fatto  abbandonato la ricerca su nuove molecole a favore della redditività garantita di migliorare quelli esistenti.
Questo ha stimolato un rinnovato interesse alo studio di sostanze naturali.

Le Foreste pluviali come farmacia: coprono meno del sette per cento  della superficie terrestre, ma ospitano  il 50 per cento di tutte le specie animali terrestri e vegetali.

I farmaci usati per curare la malaria, il cancro e il glaucoma provengono  dalle foreste tropicali ,come 120 farmaci da prescrizione. Il 40 % dei farmaci antitumorali disponibili tra il 1940 e il 2002 sono stati ottenuti da prodotti naturali o di derivazione naturale.

80.000 acri di foresta pluviale tropicale e 135 specie di piante e animali sono persi giornalmente (rapporto  FAO, The Scientific American) per estrazioni minerarie perdendo l’occasione di trovare sostanze in esse contenute  nel prossimo futuro.
Ogni 10.000 composti sottoposti a screening ,  250 arrivano alle sperimentazioni cliniche ( Milken Institute Review). Solo uno alla fine diventerà un farmaco autorizzato dagli organismi competenti.

Epidemie come: malaria, febbre gialla e malattia di Chagas, che si pensava fossero scomparse,  riemergono nelle situazioni di povertà socioeconomica e culturale ..
Tutte le specie combattono per sopravvivere. I batteri combattono gli antibiotici attraverso la resistenza. Ogni 20 minuti stanno replicando una nuova generazione.   Ma con gli antibiotici a basse dosi, gli animali  crescono più velocemente … e non importa se i loro escrementi pieni   di contaminanti cadono e  aumentando l’antibiotico resistenza.

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In arrivo le allergie di primavera

L’asma è la malattia del XXI secolo.
Il numero crescente di persone che ne soffre (180-300 milioni) ha determinato, secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, 180.000 morti nel 1997.
In italia l’incremento è del 4.5%, 2.600.000 persone.
L’incremento, più evidente nei paesi industrializzati, è plurifattoriale:
l’inquinamento ambientale, i fattori genetici, le infezioni opportunistiche.

I farmaci utilizzati per l’asma bronchiale nella medicina moderna sono usati principalmente durante l’attacco.
Ciclesonide e mometasone, vanno ad affiancarsi ai prodotti in uso (beclometasone, budesonide, flunisolide, fluticasone).

÷ Steroidi ad attività cosiddetta “dissociata” (RU 40066), privi di attività endocrina mentre permane quella antinfiammatoria.

÷ß-2-stimolanti selettivi e in monosomministrazione giornaliera (ad attività più protratta rispetto agli attuali ß-2 long-acting).

I cromoni che, stabilizzando la membrana dei mastociti, dovrebbero ridurre la liberazione dei mediatori dell’allergia, hanno nella pratica risultati modesti.
I dati di oggi mostrano:
Aumento del 15-30% delle allergie respiratorie in Italia negli ultimi 10 anni: 9 milioni. 4 miliardi il costo delle terapie.
Nel 70-80% dei bambini l’asma è di origine allergica, il 50% negli adulti.
20% di bambini italiani soffrono di allergie.
9% di bambini italiani hanno asma allergico, il primo a 3 anni.
15% di bambini italiani soffrono di rinite allergica.
4% di bambini italiani soffrono di orticaria.
1% di bambini italiani soffrono di allergie alimentari.
3-5% di italiani che soffrono di allergie e intolleranze nei confronti di alcuni alimenti.
25% (circa 14 milioni) italiani sono “convinti” di essere allergici o intolleranti nei confronti di alcuni alimenti.

La rinite allergica è un problema di salute, in rapida crescita. È la patologia più comune dei paesi occidentali in cui la morbilità raggiunge il 40% della popolazione, a seconda dell’età e del paese (rinite allergica AIR e il suo impatto sulla relazione sull’asma). Con un’alta prevalenza in adolescenti e giovani adulti, non risparmia i bambini dove la prevalenza dal 15% al ​​40% rappresenta il 7% della rinite stagionale.
L’uso di antiallergici è limitato da:
effetti collaterali,
spettro d’azione limitato rispetto a diversi mediatori coinvolti, istamina, brandichinina, angiotensina, concavalina, vasopressina,
breve efficienza,
tolleranza insufficiente in età geriatrica.

Le allergopatie insorgono in seguito a stimolazioni allergenetiche che inducono risposte immunologiche peculiari, caratterizzate dall’attivazione di quella sottopopolazione linfocitaria (Th2), che produce citochine (interleuchina IL-4, IL-5 e IL-13). I linfociti T di adulti non atopici vengono definiti di tipo Th1 perché producono in modo predominante interferone y (INF-y) e non sono in grado di stimolare la sintesi di IgE.
La presenza di IL-4 e IL-13 nel microambiente del tessuto linfoide è indispensabile per la differenziazione delle cellule Th2, laddove la presenza di citochine quali IL-12 e IFN-y ha un effetto di inibizione sul loro sviluppo. Il processo di sensibilizzazione allergica avverrebbe già nella vita intrauterina e nei primi mesi di vita è orientato verso una risposta di tipo Th2 quale risultato della produzione di IL-4 da parte dell’amnios e della placenta.
Nella vita intrauterina i linfociti T vengono stimolati dai comuni allergeni ambientali, Dermatophagoides, oltre ad alcuni allergeni alimentari come proteine del latte. Le IgE prodotte si vanno a fissare ai recettori ad alta e bassa affinità, CD2B presenti sulle cellule infiammatorie. Il momento iniziale delle reazioni allergiche IgE è dato dal legame a ponte tra gli epitopi di un allergene con due molecole di IgE legate a recettori adiacenti sulla superficie cellulare di mastociti. Questo esita in un aumento di permeabilità della membrana cellulare con l’apertura dei canali del calcio. Il calcio extracellulare, penetrando all’interno della cellula, si lega alla calmodulina, un recettore proteico che regola l’attività dell’adenosin trifosfatasi, la quale a sua volta idrolizza le molecole di ATP. La conseguente attivazione di meccanismi ATP-dipendenti garantisce l’energia occorrente per la contrazione dei microfilamenti, per il successivo trasporto dei granuli citoplasmatici verso la membrana e quindi per l’esocitosi degli stessi con liberazione di mediatori chimici preformati, come istamina, triptasi, chinasi, idrolasi acide, responsabili della reazione allergica immediata.
In concomitanza si verifica l’attivazione calciodipendente della fosfolipasi di membrana che metabolizza i fosfolipidi della membrana nucleare in lisofosfatidilcolina e in acido arachidonico. Disponibile per la conversione in metaboliti della ciclossigenasi (prostaglandine e trombossani) e della lipossigenasi (leucotrieni). L’attivazione del mastocita innesca anche la sintesi di numerose altre proteine (leucotrieni, prostaglandine e PAF), nonché di citochine (IL-4, IL-5, IL-6, IL-8 e fattore di necrosi tumorale (TNF). La citochina IL-4, diffondendosi in circolo nel microambiente dei tessuti linfoidi, favorisce la differenziazione di linfociti T verso la serie Th2 amplificando e perpetuando la risposta allergica. Gli eosinofili vengono richiamati e attivati ​​nella sede della reazione e possono rimanere a lungo a causa delle citochine IL3, IL5 e Gm-Csf. Sono responsabili di gran parte del danno della mucosa per il rilascio di proteine ​​basiche, come
Ecp (proteina eosinofila cationica),
Edn (neurotossine),
Mbp, (basic superior protein)
Epx, (perossidasi eosinofila).
Gli eosinofili rilasciano radicali liberi e vari mediatori, tra cui i leucotrieni e citochine, che perpetuano il circolo vizioso dell’infiammazione allergica. L’interazione tra eosinofili e cellule endoteliali è alla base del reclutamento e della migrazione cellulare, quando gli eosinofili, sotto l’influenza di sostanze come Paf e chemochine, prodotti da cellule endoteliali attivate, manifestano molecole che appartengono alla famiglia di integrine (Vla4 e Lfa1). Molecole che interagiscono con i relativi recettori Vcam1 e Icam1, espressi dalle cellule dell’endotelio vascolare: ciò consente agli eosinofili di migrare per diapedesi del circolo verso il tessuto infiammato. Da cui l’intensa eosinofilia che caratterizza ogni reazione allergica.

Dalla botanica:
Stachis officinales (Betonica officinales)
Una labiata che controlla il legame delle IgE con il rispettivo recettore, inibendone il 67% ad una concentrazione dello 0,1%.

Perilla frutescens
Dai suoi semi si ottiene un estratto con attività inibitoria sulla 5-lipossigenasi (5-LO).I componenti funzionali sono flavonoidi; gli agliconi come la luteolina, l’apigenina, la crisoeriolina e l’acido rosmarinico.

Helichrysum angustifolium DC. Helichrysum Italicum G.Don.
Composita contiene: flavonoidi: 0,4% circa di iposalipuporside, naringerina, i due diastereoisomeri al C-2 della naringerina-5-0-glucoside, detti elicrisine A e B, glucosidi del Kaempferolo, apigenina, ed apigenina-7-0-glucoside, quercetina-3-0 glucoside, 3,5 driidrossi6,7,8-trimetossiflavone, acido caffeico.
Il meccanismo d’azione del fitocomplesso parrebbe antireazionale ACHT e cortisonosimile.
I composti sterolici e triterpenici presenti come preormoni, trasformabili dall’organismo, quando esistano stati carenziali, in ormoni steroidi sessuali e corticosurrenalici. La pianta potenzia l’azione antitossica e blocca la diffusione di metaboliti responsabili dell’accentuazione di scariche di istamina, diminuendo la permeabilità di membrana.

La Magnolia riportata in letteratura nell’asma bronchiale, ansia, depressione.
E’ antiossidante e ansiolitica a bassi dosaggi, senza effetti sedativi.

https://www.etnopharma.com/product-page/eleusi

https://www.tecnichenuove.com/immunologia-e-fitoterapia.html

 

AIDS: occasione di cura

Ricercatori U.S.A. hanno valutato l’integrazione di acido alfalipoico (ALA, FOGRAN12, Etnopharma) sui livelli ematici di glutatione totale(GSH+GSSG) e sul miglioramento delle funzioni linfocitarie in pazienti con HIV(Human immunodeficiency virus), in trattamento antiretrovirale. La proliferazione dei linfociti T in risposta ai mitogeni è risultata significativamente maggiore dopo sei mesi di supplementazione, rispetto al gruppo placebo. Il valore di glutatione è aumentato solo nel gruppo di pazienti supplementati così come la risposta linfocitaria alla stimolazione con anti-CD3.

(J.Altern.Complement .Med.2008,Mar.;14(2):139-146)